Acconto Iva 2018: metodi

Quali sono i soggetti tenuti al versamento dell’acconto IVA 2019? Come si calcola e come si effettua il versamento?

Entro il 27 dicembre 2018, le imprese e professionisti saranno tenuti ad effettuare l’ultimo pagamento dell’anno: l’acconto iva 2018. Il contribuente, in base alla convenienza ha a disposizione tre diverse metodologie.

In questo contributo esamineremo nel dettaglio le tre metodologie di calcolo a disposizione del contribuente. Inoltre vedremo quali sono i soggetti tenuti a tle versamento e la modalità per effettuarlo.

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Acconto IVA 2018: chi deve versare


Sono tenuti al versamento dell’acconto IVA 2018 tutti i contribuenti Iva che non sono tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche iva, mensili o trimestrali.

Sono invece esonerati dal versamento i contribuenti che non hanno uno dei due dati: “storico” o “previonale” per effettuare il calcolo.

Con questo mi riferisco ai soggetti che:

  • Hanno cessato l’attività, anche per decesso, entro il 30 novembre se mensili o entro il 30 settembre se trimestrali. Vi rientrano anche i soggetti che hanno iniziato l’attività;
  • Hanno chiuso il periodo d’imposta precedente con un credito di imposta. Questo a prescindere dalla presentazione o meno della richiesta di rimborso del credito;
  • Pur avendo effettuato un versamento per il mese di dicembre o per l’ultimo trimestre del periodo d’imposta precedente, prevedono di chiudere la contabilità Iva con una eccedenza detraibile di imposta.   

Sono esclusi i contribuenti che dal calcolo risulta un importo di acconto dovuto non superiore a 103.29 euro.

Qui di seguiro un elendo di soggetti esonerati dal versamento:

  • i contribuenti che, nel periodo d’imposta, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell’imposta
  • i produttori agricoli “di cui all’art. 34, comma 6, del DPR n. 633 del 1972”
  • i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale
  • le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetario
  • i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo
  • gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all’Iva

Acconto IVA 2018: metodi di calcolo

I metodi alternativi per la determinazione dell’acconto sono 3:

  • Storico;
  • Previsionale;
  • Metodo delle operazioni effettuate.

Il metodo sicuramente più utilizzato è il primo, in quanto considerato più utile e più semplice. Gli altri due metodi si adattano meglio a specifiche situazioni.

Metodo storico

La determinazione dell’acconto con questo metodo prevede che l’acconto da versare sia pari all’88% del saldo a debito relativo al periodo precedente. La base di calcolo differisce sulla base della periodicità della liquidazione adottata dal contribuente:

  • Per i contribuenti mensili il saldo sarà individuato nella liquidazione a debito relativa al mese di dicemnre 2017;
  • Per i contribuenti trimestrali per opzione, l’importo da considerare sarà il debito risultante dalla dichiarazione IVA relativa all’anno 2017.

La base di riferimento per il calcolo dell’acconto, è da ricavare:

  • Dal quadro VP della comunicazione della liquidazione periodica IVA;
  • Dal Modello IVA 2018, qualora sia stato presentato il quadro VH



 

Vorrei ricordarlo che, nel modello IVA 2018, il quadro VH, doveva essere compilato solo qualora fosse stato necessario integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva. 

Per la determinazione dell’acconto IVA, non devono essere considerati:

  • Gli interessi dell’1% applicati in sede di dichiarazione annuale;
  • L’eventuale adeguamento agli studi di settore per l’anno di riferimento.

Vediamo il caso in cui la dichiarazione iva chiuda con un credito. In questa ipotesi si dovrà comunque verificare se l’acconto iva è dovuto o meno. Tale verifica, avviene dalla differenza tra l’acconto versato
(indicato nel rigo VP13 o, se presentato il quadro VH, nel rigo VH17) ed il credito Iva annuale, indicato nel rigo VL33.

Metodo previsionale

Il contribuente, se lo ritiene più vantaggioso, ha la possibilità di adottare il metodo previsionale. Tale metodo avviene sulla base delle operazioni che si prevede di effettuate nel mese di dicembre, o nel quarto trimestre o nella dichiarazione annuale dell’anno in corso.

Tale metodo è più rischioso rispetto al precedente. In quanto se a consuntivo l’acconto versato nel 2018 risulta inferiore all’ 88% dia quanto realmente dovuto, si incorre in sanzioni.

Metodo delle operazioni effettuate



Questo rappresenta l’ultimo metodo a disposizione del contribuente per il calcolo dell’acconto iva.

Con tale metodo l’Iva dovuta in acconto è pari al 100% dell’importo che deriva effettuando un’apposita liquidazione Iva al 20 dicembre.

Tale metodo consiste nel determinare l’acconto iva con le operazioni registrate:

  • Dal 01.12 al 20.12 in caso di contribuente mensile;
  • Dal 01.10 al 20.12 se contribuente trimestrale.

Il risultato che emerge da tale liquidazione iva dovrà essere interamente versato.

Acconto IVA 2018: come si versa?

L’acconto IVA deve essere versato esclusivamente in modalità telematica, tramite modello F24.

L’acconto iva può essere compensato con eventuali contributi e imposte a credito.

L’importo dell’acconto versato, in sede di dichiarazione IVA, verrà sottratto dall’IVA da versare.

Codice tributo


Vediamo adesso quali sono i codici tributo da indicare nel modello F24
per il versamento dell’acconto IVA:

  • 6013 per i contribuenti mensili;
  • 6035 per i contribuenti trimestrali.

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