Bonus 200 euro per autonomi e professionisti: al via le domande

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24 settembre 2022, il decreto attuativo dell’indennità una tantum prevista per i lavoratori autonomi e professionisti.

Vediamo nel dettaglio in questo contributo quali sono i soggetti a cui spetta tale bonus e quali sono i requisiti ai fini del diritto all’indennità una tantum. Inoltre vedremo quali documenti è necessario allegare all’istanza e la modalità di presentazione della stessa.

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Quali soggetti possono richiedere il bonus 200 euro?

Possono richiede il bonus 200 euro fissato dal decreto, i seguenti soggetti:

  • lavoratori autonomi e professionisti iscritti alla gestione Inps ( ad esempio artigiani, commercianti, lavoratori agricoli autonomi, professionisti iscritti alla gestione separata;
  • professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al DLgs. 509/94 e al Dlgs. 103/96 ( ad esempio dottori commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, etc.)

Quali sono i requisiti per beneficiare del bonus 200 euro?

Per poter beneficiare del bonus di 200 euro, i richiedenti devono aver percepito un reddito complessivo lordo non superiore a 35.000 euro nel periodo d’imposta 2021 e non devono aver fruito del bonus 200 euro disciplinato dagli art. 31 e 32 del decreto Aiuti.

Vediamo qui di seguito, quali sono i requisiti che i richiedenti devono possedere al 18 maggio 2022:

  • essere già iscritti alla gestione autonoma;
  • essere titolari di partita Iva attiva;
  • aver versato almeno un contributo nella gestione di iscrizione per il periodo di competenza dal 1° gennaio 2020 (con scadenza di versamento al 18 maggio 2022)

Per coadiuvanti e coadiutori la titolarità della partita Iva e il versamento contributivo ricadono sulla posizione del titolare della posizione aziendale. Stessa situazione per i soci/componenti di studi associati, la titolarità della partita Iva dovrà essere riscontrata in capo alla società/studio associato presso cui operano.

Oltre ai requisiti di cui sopra, il richiedente non deve essere titolare, sempre alla data del 18 maggio 2022, di trattamenti pensionistici diretti.

Lavoratore iscritto a più forme pensionistiche: come fare?

Nel caso in cui il lavoratore sia iscritto contemporaneamente a una delle gestioni previdenziali dell’Inps e a uno degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, la domanda di accesso all’indennità una tantum dovrà essere presentata esclusivamente all’Istituto. Ove il lavoratore autonomo risulti, invece, iscritto esclusivamente presso altri enti di previdenza obbligatoria, dovrà trasmettere la richiesta direttamente a quest’ultimi.

Quale reddito dobbiamo considerare ai fini del bonus?

Il valore reddituale da considerare ai fini del riconoscimento del bonus è quello del reddito complessivo, come rilevato nel “modello redditi persone fisiche 2022”. Tale valore è dato dalla sommatoria di redditi contenuta nel quadro RN, rigo RN1 colonna 1, al netto dei contributi previdenziali obbligatori e del reddito fondiario dell’abitazione principale (rigo RN2). Nell’ambito dei contributi previdenziali effettivamente versati non devono essere computate le somme riconosciute dall’Inps a titolo di esonero contributivo.

Quale documentazione dovrà essere allegata all’istanza?

Il decreto definisce che l’istanza dovrà essere corredata da:

  • una dichiarazione del lavoratore, rilasciata ai sensi del DPR 445/2000 nella quale dichiari sotto la propria responsabilità anche il possesso dei requisiti di accesso ( ovvero di essere lavoratore autonomo o libero professionista non titolare di pensione, di non essere percettore delle prestazioni ex art. 31 e 32 del DL 50/2022, di avere un reddito complessivo nel 2021 non superiore a 35.000 euro, di avere l’iscrizione al 18 maggio 2022 alle citate gestioni e di non aver presentato domanda ad altra forma di previdenza obbligatoria);
  • una copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale;
  • le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.

Come presentare la domanda?

E’ possibile trasmettere la domanda tramite il servizio online “Indennità una tantum 200 – Domanda, accessibile anche tramite il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche.

Una volta autenticati con le proprie credenziali, sarà necessario selezionare la categoria di appartenenza per la quale si intende presentare domanda fra quelle indicate.

In alternativa al servizio online, l’Inps ha comunicato che l’indennità può essere richiesta tramite il Contact center, telefonando al numero verde 803.164 da rete fissa oppure al numero 06.164164 da rete mobile.

La domanda per richiedere l’indennità potrà essere presentata fino al 30 novembre.

Incremento di 150 euro: a chi spetta?

L’indennità una tantum di 200,00 euro prevista per i lavoratori autonomi e i professionisti (art. 33 del DL n. 50 del 17 maggio 2022), viene incrementata di 150,00 euro a condizione che, nel periodo d’imposta 2021, i soggetti destinatari della predetta indennità abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro. Inoltre, tali soggetti dovranno avere i requisiti visti precedentemente.

Bonus 200 euro spetta anche ai soci di società?

Nella circolare n. 103 pubblicata ieri, l’Inps chiarisce che:

“per i soci di società o i componenti degli studi associati, il requisito della titolarità della partita Iva, attiva alla data del 18 maggio 2022, deve essere soddisfatto in capo alla società o allo studio associato. Ne consegue che non sono destinatari dell’indennità una tantum i lavoratori iscritti alle gestioni autonome in qualità di titolari e i relativi coadiuvanti, per i quali lo svolgimento dell’attività non è prevista l’apertura della partita Iva.

Pertanto, l’Inps ha chiarito che anche i soci della società e componenti degli studi associati hanno diritto al bonus 200 euro.

Quando verrà erogato il bonus 200 euro?

L’Inps e le casse di previdenza procederanno all’erogazione del bonus 200 euro in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate e accolte e provvederanno al monitoraggio del limite di spesa ( 600 milioni di euro, di cui 95,6 milioni di euro destinata ai professionisti con cassa). Se dal monitoraggio dovessero risultare scostamenti rispetto ai limiti di spesa, il Ministero del Lavoro renderebbe immediata comunicazione all’Inps e alle casse sulle risorse residue affinché non siano adottati altri provvedimenti concessori.

L’indennità ricevuta costituisce reddito?

Sia per il bonus 200 euro che per l’incremento di 150 euro, l’indennità una tantum non costituisce reddito ai finni fiscali, né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali ai sensi del DPR n. 917/1986. Come chiarito dall’Inps, l’indennità non può essere ceduta, sequestrata o pignorata ed è corrisposta a ciascun avente diritto una sola volta. Per il periodo di fruizione dell’indennità in argomento non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa.

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