Casa Green: tutto quello che devi sapere

Gli edifici e le unità immobiliari residenziali dovranno conseguire almeno la classe F entro il 2030 e almeno la classe E entro il 2033.

Lo scorso 14 marzo, la Direttiva ha ottenuto il via libera del Parlamento Europeo alla cosiddetta direttiva per l’efficienza energetica “direttiva case green” degli edifici in tutta Europa. Gli edifici e le unità immobiliari residenziali dovranno conseguire almeno la classe F entro il 2030 e almeno la classe E entro il 2033. Si interviene anche sugli edifici di nuova costruzione per i quali viene prevista “emissione zero”. L’edificio di nuova costruzione dovrà essere un edificio ad altissima prestazione energetica.

Le deroghe UE salvano circa 4 milioni di edifici, il 30% degli immobili interessati. Inoltre, gli Stati membri potranno integrare ulteriori deleghe nel recepimento della direttiva UE.

Gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche dovranno essere effettuati, secondo quanto stabilito dalla direttiva, al momento della vendita dell’immobile, oppure al momento della ristrutturazione dell’edificio. Si stima che potrebbero servire per ogni abitazione circa 60.000 euro per l’adeguamento.

Cosa prevede la direttiva europea sulle case green

L’Unione europea ha votato la legge per la ristrutturazione obbligatoria delle case per ridurre le emissioni inquinanti delle case per contrastare i cambiamenti climatici, si è posta l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas effetto serra di almeno il 55%. Da un’analisi della situazione attuale, gli edifici producono più del 30% di tutte le emissioni di CO2 dell’Unione europea e che consumano il 40% del fabbisogno energetico.

Secondo quanto attualmente previsto, l’obbligo di ristrutturazione trova applicazione per tutte le case e gli edifici di classe inferiore a E ed entro il 2023 tutti gli edifici e le case di classe energetica inferiore a E, cioè F e G, dovranno migliorare la propria classe energetica.

Qui di seguito vediamo cosa prevede la direttiva UE e la data entro quando dovrà essere soddisfatta:

  • Edifici residenziali: tutti in classe energetica E entro il 2030, devono diventare D entro il 2033;
  • Edifici della Pubblica Amministrazione: entro il 2027 devono essere in classe E, devono diventare classe D entro il 2030;
  • Nuovi edifici privati: devono essere tutti a zero emissioni entro il 2028;
  • Nuovi edifici pubblici: devono arrivare a zero emissioni entro il 2026;
  • Pannelli solari: obbligatori in tutti gli edifici pubblici e non residenziali dal recepimento della direttiva;
  • Bonus edilizi per le caldaie: individuali funzionanti con combustibili fossili vietati dal 2024;
  • Stop al riscaldamento degli edifici con combustibili fossili dopo il 2035.

I singoli Stati stabiliranno come raggiungere gli obiettivi

I Paesi UE fisseranno le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi nei rispettivi piani nazionali di ristrutturazione. Gli Stati membri dovranno prevedere punti di informazione e programmi di ristrutturazione neutri sotto il profilo dei costi. I regimi finanziari dovranno prevedere un premio importante per le cosiddette ristrutturazioni invasive.

La nuova normativa non si applica ai monumenti, e i Paesi UE avranno la facoltà di escludere anche edifici protetti in virtù del loro particolare valore architettonico o storico, edifici tecnici, chiese e luoghi di culto.

Gli Stati membri potranno inoltre estendere l’esenzione anche a edifici dell’edilizia sociale pubblica in cui le ristrutturazioni implicherebbero aumenti degli affitti non compensati da maggiori risparmi sulle bollette energetiche.

Quali sono gli immobili esonerati dal nuovo obbligo?

Sono esonerati dal nuovo obbligo di ristrutturazione le seguenti tipologie di immobili:

  • abitazioni unifamiliari di superficie inferiore a 50 metri quadri;
  • seconde case utilizzate meno di 4 mesi l’anno;
  • edifici ricadenti nei centri storici;
  • edifici vincolati dai Beni Culturali;
  • chiese e gli altri edifici di culto;
  • edifici di proprietà delle Forze armate o del Governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale.

Quali sono i costi di una Casa Green?

Per adeguarsi alla direttiva europea che prevede di avere almeno la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033, si dovrà non solo cambiare caldaia optando per quella a condensazione, ma anche procedere al cappotto termico, la sostituzione degli infissi e i pannelli solari.

I costi di questi lavori variano chiaramente in funzione della tipologia di materiali utilizzati e all’ubicazione dell’immobile. Per il cappotto termico, ad esempio, la spesa media si aggira da 180 a 400 euro al metro quadro. Per gli infissi la spesa varia tra 10 mila e 15 mila euro. Una caldaia a condensazione per una casa di 100 mq, invece presuppone una spesa che si aggira sui 4 mila e fino a 9 mila euro. Pertanto, per ogni abitazione, si potrebbe arrivare a spendere anche 35mila euro ma si arriva anche a 70mila, dipende dal tipo.

Quanto costano gli interventi non invasivi per il miglioramento sismico

Se agli interventi di efficientamento energetico si vanno poi ad aggiungere quelli non invasivi finalizzati al miglioramento sismico ( ad esempio rafforzamenti locali, antiribaltamento dei parimenti esterni e ripristino di parti ammalorate), si stima un ulteriore costo che si aggira attorno ai 55 mila euro per appartamento.

Come scoprire la classe energetica della tua abitazione?

A questo punto, ti starai chiedendo in quale classa energetica si trova la tua abitazione. Un edificio viene classificato considerando le classi energetiche di riferimento: A+, A, B, C, D, E, F, G. Quest’ultima è la più dispendiosa per i consumi e si stima che in Italia vi siano 12 milioni di edifici residenziali in questa classe.

Per sapere in quale classe si trova la tua abitazione, dovrai fare riferimento al documento chiamato Ape o Attestato di prestazione energetica. Solitamente l’APE è fondamentale quando si vuole vendere o affittare casa o si vogliono eseguire dei lavori di ristrutturazione. E’ possibile risalire alla classe energetica prendendo in considerazione l’anno di costruzione dell’immobile. Per gli immobili antecedenti al 2005 è più probabile che siano di classe energetica bassa. Se l’immobile ha invece un’età di oltre 30 anni e non è mai stato oggetto di ristrutturazione per tetto e pareti, probabilmente la classe energetica sarà la “E”. Le classi più virtuose, dalla A alla C, richiedono invece un livello di isolamento adeguamento della copertura della casa e delle pareti. Inoltre, disporre di un impianto solare o una pompa di calore è fondamentale per passare a classi energetiche superiori, ma a fare la differenza è sempre l’isolamento.

Quali sono le sanzioni previste dalla direttiva “Casa green”?

La Direttiva Europea sta già destando diverse preoccupazioni, tanto che il nostro Governo è pronto a scontrarsi con Bruxelles per evitare che la norma venga ufficialmente approvata. In Italia sarebbero quasi 4 milioni gli edifici da ristrutturare entro il 2023. La direttiva attualmente non prevede sanzioni in caso di mancata ristrutturazione degli immobili secondo le sue indicazioni. I governi hanno, tuttavia, la possibilità di prevedere delle sanzioni.

Quante Case Green ci sono in Italia?

Secondo le stime effettuate dall’Enea, il 74% delle abitazioni italiane, circa 11 milioni, sarebbero in classe energetica inferiore alla “D”. L’Italia è al nono posto nella classifica pubblicata dallo U.S. Green Building Council dei 10 migliori Paesi al mondo per edifici certificati sostenibili nel 2022. Nella classificazione di efficienza energetica (dalla lettera A alla G), la classe G dovrà essere del 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro. Secondo quanto riporta la direttiva europea, gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche dovranno essere effettuati al momento della vendita dell’immobile, oppure al momento della ristrutturazione dell’edificio. A ciascun stato membro, è consentito prevedere per una percentuale limitati di immobili, di adeguare i nuovi obiettivi in funzione della fattibilità economica e tecnica delle ristrutturazioni e della disponibilità di manodopera qualificata.

Bonus Case Green 2023

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto il bonus acquisto casa green. Tale bonus funziona mediante una detrazione fiscale pari al 50% dell’IVA. Qui di seguito riporto l’estratto della norma:

“Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto”.

Il bonus è valido solo per chi compra un’abitazione di classe energetica A o B. L’art. 18 bis che introduce la misura, specifica che la detrazione:

  • può essere effettuata solo relativamente agli acquisti fatti entro il 31 dicembre 2023;
  • è pari al 50% dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto;
  • è ripartita in 10 quote costanti a partire dall’anno in cui sono state sostenute le spese e nei 9 periodi d’imposta successivi.

Se desideri approfondire questo aspetto, ti consiglio di leggere il seguente contributo: “Bonus casa green: come funziona“.

Caldaie e fotovoltaico: gli obblighi dell’UE

Dal 2026 per tutti gli edifici pubblici e commerciali vi sarà l’obbligo di sostituire la caldaia a gas con l’istallazione di pannelli solari. Entro il 2029, dovrà scomparire l’istallazione e acquisto di caldaie a gas, in quanto considerate impianti inquinanti.

L’obbligo dell’istallazione di pannelli solari, è previsto dal 2026 per gli edifici che superano determinate metrature, ed entro il 2030 per tutti gli edifici residenziali.

L’obiettivo è quello di raddoppiare la capacità fotovoltaica europea ed installare 600 nuovi gigawatt entro il 2030, ovvero:

  • entro il 2026 dovranno avere i pannelli solari tutti i nuovi edifici commerciali e pubblici con un’area utile maggiore di 250 metri quadrati;
  • entro il 2027 l’obbligo sarà previsto anche per gli edifici già esistenti della stessa tipologia;
  • dal 2029 l’obbligo di istallazione dei pannelli sarà esteso a tutti i nuovi edifici residenziali.

Tanti si troveranno nei guai perché le case diventano invendibili

La direttiva casa Green ormai è ad un buon punto del suo iter di approvazione. Dal 2030 nel momento in cui la casa verrà venduta o locata, i lavori di adeguamento energetico dovranno essere già stati realizzati.

Pertanto, si avranno le seguenti situazioni:

  • la famiglia ricca riuscirà a far fronte al sostenimento di queste spese e si ritroverà con immobili di valore più alto;
  • la famiglia meno abbiente probabilmente non riuscirà a sostenere tali spese, con la conseguenza di vedersi l’immobile svalutato o invendibile. Inoltre, sul quale, dovrà continuare a sostenere le spese condominiali e l’IMU.

I vantaggi di una Casa Green

Anche se con la direttiva europea vi sarà un obbligo per tutti di adeguarsi all’efficienza energetica degli edifici, vediamo quali sono i benefici nell’investire in una casa ecologica:

  • Comfort domestico;
  • Maggior valore dell’immobile;
  • Bollette più basse ed incentivi fiscali.

Confort domestico

Vivere in una casa a basso impatto ambientale e a risparmio energetico, significa avere uno spazio domestico confortevole dove poter svolgere le quotidiane attività. Una casa con temperatura interna costante e gradevole, buona luminosità, giusto equilibrio di umidità. Tutti parametri che contribuiscono al maggior benessere ambientale.

Maggior valore dell’immobile

Un’abitazione costruita o ristrutturata in ottica sostenibile acquista sempre più valore economico sul mercato. L’efficienza energetica, infatti, è tra i parametri che rende più appetibile un immobile. Si stima che il valore di un immobile green può aumentare dal 2 al 10% con tempi di vendita dimezzati dagli 8 ai 4 mesi. L’incremento tocca anche i canoni di locazione che possono aumentare dal 2 all’8%.

Bollette più basse e incentivi fiscali

Scegliere soluzioni green per la casa ti consente di beneficiare di un taglio notevole delle bollette di luce e gas. Isolando termicamente tetto e mura perimetrali esterne, riusciresti ad abbattere i costi in bolletta di almeno il 50%. Se invece decidi di istallare pannelli fotovoltaici potresti decurtare la tua bolletta annua di almeno il 75%. Investire nell’efficienza energetica del proprio immobile porta anche ad ottenere incentivi e benefici fiscali, tra cui: bonus facciate, bonus elettrodomestici, bonus verde ed Ecobonus.

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