Cessione del diritto d’usufrutto: costituisce reddito?

Come avviene la costituzione dell’usufrutto? Qual è la sua durata? Quando la cessione del diritto d’usufrutto costituisce reddito?

L’usufrutto diffuso soprattutto in ambito immobiliare, è un diritto che consente ad un soggetto non proprietario di godere della cosa come se ne fosse proprietario.

Come vedremo, l’usufrutto può essere ceduto a terzi, a titolo gratuito o a titolo oneroso.

Vediamo nel dettaglio in questo contributo come funziona la cessione di usufrutto, cosa dice la legge e come funziona la tassazione.

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Diritto di usufrutto: cos’è

L’usufrutto è il diritto di godere della cosa altrui, ritraendone i frutti, con l’obbligo di rispettarne la destinazione economica (art. 978 ss. c.c.).

L’usufrutto non ha carattere personale: pertanto può essere ceduto, a titolo definitivo o per un determinato periodo temporale, se ciò non è vietato dal titolo costitutivo (art. 980 c.c.).

L’usufruttuario è tenuto alle spese relative alla custodia, all’amministrazione, alla manutenzione ordinaria della cosa.

Durata dell’usufrutto

La durata dell’usufrutto non può eccedere:

  • la vita dell’usufruttuario, se riferita a persona fisica oppure
  • i 30 anni, se riferita a persona giuridica.

Cose si costituisce l’usufrutto?

Vediamo quali sono i modi per costituire l’usufrutto:

  • per legge;
  • per via giudiziale;
  • in caso di divisione dei beni della comunione legale tra coniugi;
  • per contratto;
  • per testamento;
  • per usucapione.

In quali casi si estingue l’usufrutto?

Vediamo in quali casi si estingue l’usufrutto:

  • per decesso dell’usufruttuario;
  • per scadenza del termine previsto per la sua durata;
  • per mancato uso o prescrizione;
  • per consolidamento e confusione;
  • per perimento totale del bene;
  • per rinuncia da parte dell’usufruttuario;
  • per sentenza giudiziaria che rilevi abusi particolarmente gravi compiuti dall’usufruttuario nell’esercizio de proprio diritto.

Cessione del diritto d’usufrutto: costituisce reddito?

La cessione del diritto di usufrutto costituisce reddito:

  • se la cessione avviene da parte dell’usufruttuario (art. 67 comma 1 lett. b) del TUIR);
  • se la cessione/costituzione dell’usufrutto avviene da parte del pieno proprietario (art. 67 comma 1 lett. h) del TUIR), il reddito conseguito risulta pari alla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese inerenti alla sua produzione, senza la possibilità di optare per la tassazione separata.

Per chiarire questi aspetti è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione Ministeriale n. 77/020 del 12.01.93 e nella circolare n. 81 del 06.11.2002.

Qualora l’usufruttuario agisca nell’esercizio di un’impresa commerciale, la cessione del diritto di usufrutto configura una plusvalenza imponibile, se oggetto della cessione è un immobile patrimoniale o un immobile strumentale.

Mentre la concessione temporanea del diritto di usufrutto genera componenti positivi di reddito che andranno contrapposti per competenza per competenza al costo sostenuto per l’acquisto del diritto.

Cessione del diritto d’usufrutto: conclusioni

Come avrai visto leggendo questo contributo, l’usufruttuario può tranquillamente cedere a terzi, a titolo gratuito o oneroso il proprio diritto, ma rispettando determinate condizioni.

Inoltre, in alcuni casi particolari è prevista la tassazione della cessione del diritto d’usufrutto.

Se desideri approfondire la tua situazione ti invito a contattarmi al link che troverai qui di seguito.

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