Codice Identificativo Regionale (CIR): cos’è e come si richiede

Il CIR è il codice identificativo regionale assegnato dalla Regione ad ogni struttura ricettiva extralberghiera

Il CIR ( Codice identificativo di riferimento) è stato introdotto con la L.R. n. 7 del 25 gennaio 2018. Ad oggi, la prima Regione ad introdurre questo obbligo è stata la Regione Lombardia. Tuttavia vi può essere la possibilità che tale obbligo sia esteso anche alle altre Regioni.

Questo in quanto vi sono alcuni interlocutori che hanno interesse affinché si vada verso questa direzione.

Vediamo adesso nel dettaglio cosa ha previsto tale legge regionale e quali sono stati i vari pareri in merito.

Inoltre quali possano essere gli effetti di una sua introduzione.

Sei pronto?!? Si comincia!!!

Codice identificativo casa vacanze: cosa dice la legge?

Nella legge n. 58 del 28 giugno 2019, il cosiddetto “Decreto Crescita 2019” è riportato il tema del codice identificativo per Airbnb e case vacanze.

Così, al comma 4 dell’art. 13 quater (Disposizioni in materia di locazioni brevi e attività ricettive) recita il testo della legge:

Al fine di migliorare la qualità dell’offerta turistica, assicurare la tutela del turista e contrastare forme irregolari di ospitalità, anche ai fini fiscali, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo è istituita una apposita banca dati delle strutture ricettive nonché degli immobili destinati alle locazioni brevi ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, presenti nel territorio nazionale, identificati mediante un codice alfanumerico, di seguito denominato «codice identificativo», da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza”.

Questo è quanto definito nel Decreto Crescita in materia di codice identificativo per le locazioni turistiche.

Come è composto il CIR?

Il codice CIR è costituito da 6 caratteri numerici riferiti al codice Istat del Comune, 3 caratteri alfabetici che individuano la tipologia di struttura e 5 caratteri sequenziali generati automaticamente.

Qui di seguito, vediamo la composizione del codice:

CODICE ISTAT DEL COMUNETIPOLOGIA DI STRUTTURACARATTERI SEQUENZIALI
Codice di 6 numeriEs: “ALB” per gli alberghi, etc.Es: “00001”, etc.

Quali sono le strutture ricettive che devono richiedere il CIR?

Il CIR ha l’obiettivo di identificare l’offerta turistica regionale e di facilitare i controlli da parte delle autorità competenti. Vediamo qui di seguito quali sono le strutture per le quali il CIR è obbligatorio:

  • Strutture ricettive alberghiere:
    • gli alberghi;
    • le residenze turistico-alberghiere;
    • i condhotel.
  • Strutture ricettive all’aria aperta:
    • i campeggi;
    • i villaggi turistici;
    • i marina resort.
  • Strutture ricettive extralberghiere:
  • Strutture ricettive di altro tipo:
    • appartamenti ammobiliati per uso turistico;
    • aree attrezzate di sosta temporanea;
    • attività saltuaria di alloggio e prima colazione;
    • strutture agrituristiche e strutture per il turismo rurale.

Il codice deve essere riportato su qualsiasi mezzo utilizzato per l’attività di pubblicità, promozione e commercializzazione dell’attività ( siti web, tra cui portali di prenotazione OTA).

Come richiedere il CIR?

Una delle domande che assillano maggiormente i proprietari e gestori è: come richiedere il codice CIR?

Come si evince dal testo della legge, il codice identificativo per affitti brevi è di competenza del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Qui di seguito si riporta quando stabilito al comma 5c del decreto del suddetto Ministero:

“le modalità con cui le informazioni contenute nella banca dati sono messe a disposizione degli utenti e delle autorità preposte ai controlli e quelle e quelle per la conseguente pubblicazione nel sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.”

Ad oggi non vi è ancora assoluta chiarezza in merito alla modalità di ottenere il codice identificativo per gli affitti brevi. Infatti, non è stata istituita una procedura unica nazionale per la richiesta del codice. Pertanto ogni regione segue procedure diverse per la richiesta e la gestione del codice.

Siccome la regolamentazione dei vari aspetti è di competenza delle regioni, il nostro consiglio è quello di rivolgersi agli enti competenti del tuo comune o della tua regione per ricevere le informazioni più aggiornate in merito all’uso del CIR per la tua struttura ricettiva o locazione turistica breve.

Dove esporre il codice identificativo per Airbnb e locazioni turistiche

Per quanto riguarda le modalità di esposizione del codice identificativo, il comma 7, del citato articolo 13-quater, cita testualmente:

“i soggetti titolari delle strutture ricettive, i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile o porzioni di esso con persone che dispongono di unità immobiliari o porzioni di esse da locare, sono tenuti a pubblicare il codice identificativo nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione”.

Le sanzioni in caso di mancata indicazione del CIR

Vediamo adesso quali sono le sanzioni che ha previsto la Legge Regionale n. 7 del 25 gennaio 2018, in caso di non ottemperanza a quanto previsto in materia di CIR.

Al comma 3 dell’articolo 39 è inserito il seguente 3 bis, inerenti alle violazioni:

” I soggetti che non ottemperano correttamente all’obbligo di cui all’art. 38, comma 8 bis e ter. Ossia contravvenendo all’obbligo di riportare il CIR, o riportandolo in maniera errata o ingannevole, sono soggetti alla sanzione pecuniaria da euro 500 a euro 2.500 per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata.”

I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare ( come i property manager), nonché quelli che gestiscono i portali telematici che non rispettano gli obblighi di indicazione del CIR sono soggetti ad una sanzione amministrativa da 250 a 1.500 euro, per ogni unità immobiliare di cui si compone le strutture ricettive che pubblicizzano.

Tuttavia, fino al 30 settembre 2023 è previsto un periodo transitorio di non applicazione delle sanzioni a chi non sarà in regola con la normativa.

E’ in capo ai Comuni il controllo della pubblicazione del CIR.

Esonero dall’obbligo del CIR

Vediamo in quali casi non deve essere richiesto il CIR:

  • Per l’utilizzo della denominazione o del logo su piccoli gadget pubblicitari;
  • Su auto aziendali o pulmini utilizzati per fornire servizio di transfer agli ospiti della struttura;
  • In caso di pubblicità di carattere generale su treni, taxi, etc.

Per i soggetti di cui sopra, vi è l’esonero dall’obbligo di indicazione del CIR.

Adozione del codice da parte delle varie regioni

Questo sistema è già in vigore in altri Paesi europei, per esempio Francia o Inghilterra.

La prima regione ad adottare il CIR è stata la Lombardia, dove è entrato in vigore il 1 novembre 2018.

Nel 2019 hanno poi aderito anche la Puglia ed il Veneto.

In Piemonte esiste un portale online “Servizio locazioni turistiche”, dove è possibile richiedere il CIR.

In Campania è stato istituito ad agosto 2019 è stato istituito il CUSR ( codice identificativo delle strutture ricettive), riportato al comma 8 della legge di bilancio 16/2019.

Codice Identificativo Regionale (CIR): conclusioni e consulenza

In questo contributo abbiamo visto in dettaglio cosa è il CIR, ovvero il Codice Identificativo Regionale. Esso, si prefigge l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale nel settore delle locazioni turistiche brevi e nelle strutture turistico extralberghiere.

Se desideri approfondire il tema o sciogliere dei dubbi sull’argomento, ti invito a contattaarmi al link che troverai qui di seguito.

Lascia un commento