Contributi a fondo perduto: Decreto rilancio

La bozza del Decreto Rilancio, prevede in arrivo un contributo a fondo perduto a favore di imprese e professionisti. Tuttavia il beneficio non sarà per tutti; infatti ne saranno esclusi i soggetti la cui attività risulti cessata al 31 marzo 2020 nonché i contribuenti che hanno percepito alcune indennità previste dal decreto Cura Italia. Vediamo nel dettaglio in questo contributo quali sono i soggetti che potranno beneficiare dei contributi a fondo perduto la modalità per richiederlo.

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Chi potrà beneficiare dei contributi a fondo perduto?

Il Decreto Rilancio riconosce la possibilità di poter beneficiare del contributo a fondo perduto ai soggetti, imprese o professionisti. Tali soggetti non devono aver superato nell’anno 2019 ricavi o compensi di importo complessivo non superiore a 5 milioni di euro.

Il parametro scelto dal nostro legislatore è costituito dal fatturato.

Il contribuente può fruire del contributo a fondo perduto solo nel caso in cui sussista una riduzione del fatturato di almeno 2/3nel mese di aprile, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente,

La disposizione precisa la necessità di fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione.

Inoltre, il contributo spetta in ogni caso ai contribuenti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019.

Contributi a fondo perduto: soggetti esclusi

La disposizione prevede che il contributo a fondo perduto non spetta in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020. Alcune incertezze in merito alla spettanza del contributo per i soggetti che abbiano beneficiato del bonus dei 600 euro.

Soggetti iscritti alla gestione separata che hanno beneficiato del bonus 600 euro

Sono altresì esclusi i contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 o 44 del decreto Cura Italia. Tuttavia la norma non risulta essere affatto chiara. In alcuni casi sembra che i percettori delle predette indennità con riferimento al mese di marzo, abbiano di fatto perso il diritto alla percezione del contributo a fondo perduto. Ad esempio, gli esercenti arti e professioni iscritti alla gestione separata INPS che hanno già percepito con riferimento al mese di marzo dell’anno 2020, l’indennità di 600 euro, hanno diritto ad ottenere automaticamente lo stesso importo, con riferimento al successivo mese di aprile. Pertanto tale circostanza dovrebbe impedire, quindi, di fruire del contributo a fondo perduto.

Artigiani e commercianti che hanno beneficiato del bonus 600 euro

La medesima limitazione sembra non riguardare gli artigiani e commercianti, che hanno beneficiato del bonus di 600 euro, come previsto dall’ art. 28 del decreto Cura Italia. Tale disposizione, infatti, non è indicata tra le cause di esclusione, che impediscono di fruire del contributo a fondo perduto. Tuttavia, diversamente dai professionisti iscritti alla gestione separata, la percezione del bonus di 600 euro non impedisce la percezione del nuovo contributo a fondo perduto.

Contributo a fondo perduto: quanto spetta

E’ stato previsto un particolare sistema per quantificare l’importo spettante tramite il contributo a fondo perduto. Questo, infatti, è determinato applicando una “percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019”. La percentuale da applicare varia a seconda dei ricavi e compensi annui (relativi al periodo d’imposta 2019):

  • 25% per soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100.000€;
  • 20% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 100.000€ e 400.000€;
  • 15% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 400.000€ e 5.000.000€.

Prendiamo ad esempio un’azienda che ha fatturato ad aprile 2019 circa 10.000€ mentre quest’anno appena 2.000€. Questa nel 2019 ha avuto ricavi e compensi inferiori ai 100.000€, quindi gli spetterebbe il 25% di 8.000€, ovvero 2.000 euro.

In ogni caso viene stabilito che per le persone fisiche il minimo erogabile è 1.000,00€, mentre per gli altri soggetti si tratta di 2.000,00€. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Contributo a fondo perduto: come presentare la domanda?

I contribuenti interessati dovranno presentare apposita istanza. Sarà possibile avvalersi di un intermediario per la presentazione di tale istanza.

La presentazione deve essere effettuata entro 60 giorni dall’apertura del canale telematico. Il contributo viene corrisposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate con accredito sul conto corrente del soggetto richiedente.

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