Dichiarazione tardiva: sanzioni e ravvedimento

Ti sei dimenticato di inviare la dichiarazione dei redditi nei tempi previsti? Hai tempo fino al 28 febbraio affinché la tua dichiarazione dei redditi non sia considerata omessa.

Il modello Redditi 2023 anno d’imposta 2022 deve essere presentato telematicamente entro il 30 novembre 2023. Le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi, compresi quelli relativi al primo acconto 2023, devono essere effettuati entro il 30 giugno 2023.

La dichiarazione tardiva è quella che viene presentata dal contribuente entro il termine di 90 giorni dalla scadenza del termine previsto dalla legge. Sono considerate valide le dichiarazioni tardive, salva l’applicazioni di sanzioni amministrative. Oltre il termine dei 90 giorni si parla di ultratardiva, entro l’anno successivo e poi di dichiarazione omessa.

Questo significa che, se hai dimenticato di presentare la dichiarazione dei redditi nella scadenza originaria hai ancora una possibilità.

Vediamo pertanto in questo contributo quali sono le sanzioni previste per la dichiarazione tardiva e come ridurre le sanzioni tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

Sei pronto?!? Si comincia!!!

Chi può presentare la dichiarazione tardiva?

La dichiarazione tardiva, ovvero entro 90 giorni dalla scadenza di legge, può essere presentata da tutti i contribuenti che per scelta o per errore non abbiano presentato la dichiarazione dei redditi o la dichiarazione IRAP o la dichiarazione IVA entro la scadenza.

Vediamo qui di seguiti quali sono i contribuenti che possono presentare la dichiarazione tardiva:

  • Persone fisiche, titolari e non titolari di partita Iva;
  • Società: di persone o di capitali e studi professionali, etc;
  • Enti non commerciali;
  • Amministrazioni dello Stato.

Sanzione dichiarazione tardiva

Le sanzioni previste per la dichiarazione tardiva, ovvero entro 90 giorni dalla scadenza, sono particolarmente contenute.

Tali sanzioni sono disciplinate dall’art. 13 del D.Lgs n. 472/97 comma 1 lettera c) che prevede in questo caso la sanzione amministrativa sia ridotta ad 1/10 del minimo.

Pertanto, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione comporta il versamento della sanzione ridotta a 25 euro.

In caso di mancato versamento delle imposte, oltre all’applicazione della sanzione tardiva, si rende applicabile anche la sanzione prevista per l’omesso versamento delle imposte. In quest’ultimo caso si applica la sanzione amministrativa del 30% ( o del 15%), come disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs n. 471/97.

Come chiarito dalla circolare n. 42/E del 2016 dell’Agenzia delle Entrate, la sanzione ridotta di 25 euro deve intendersi per singola dichiarazione. Pertanto in caso di omessa presentazione sia della dichiarazione dei redditi che del modello Irap, la sanzione applicabile sarà pari ad euro 50.

Visto di conformità e dichiarazione tardiva

Il contribuente ha la possibilità di apporre il visto di conformità anche nella dichiarazione tardiva presentata entro 90 giorni dalla scadenza. Restano tuttavia valide le sanzioni viste nel paragrafo precedente, ovvero, un importo pari ad euro 250 per ogni dichiarazione dei redditi interessata. La dichiarazione tardiva con visto di conformità tende a regolarizzare l’utilizzo del credito in compensazione per importi superiori a 5.000 euro.

Dichiarazione tardiva: compilazione modello F24

La sanzione legata all’invio tardivo della dichiarazione deve essere versata mediante il modello F24 indicando il codice tributo 8911.

L’invio della dichiarazione tardiva pone il problema di individuare l’anno di riferimento da indicare sul modello F24 relativo alla sanzione.

Le possibili soluzioni sono due:

  • indicare l’anno in cui è stata commessa la violazione;
  • indicare il periodo d’imposta di riferimento della dichiarazione tardivamente presentata.

Dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate risulta che debba essere indicato l’anno d’imposta in cui si effettua il pagamento. Tuttavia tale soluzione pare essere in contrato con altre indicazioni che richiedono di indicare il periodo nel quale è stata commessa la violazione.

Pertanto, in caso di dichiarazione tardiva anno d’imposta 2022 che deve essere presentata entro il 30 novembre 2023, dovrà essere indicato come anno di riferimento nel modello F24 il 2023.

Dichiarazione ultratardiva

La dichiarazione dei redditi presentata oltre 90 giorni dalla scadenza è considerata omessa. Tuttavia, il nostro legislatore ha previsto una riduzione delle sanzioni per le dichiarazioni ultratardive, ovvero presentate entro i termini della dichiarazione relativa all’anno successivo. Possiamo individuare due scenari in merito alla sanzione prevista per la dichiarazione ultratardiva, ovvero:

  • Dichiarazione ultratardiva senza imposte dovute: la sanzione fissa di importo da 150 a 500 euro;
  • Dichiarazione ultratardiva con imposte dovute: in questo caso la sanzione prevista va dal 60% al 120% delle imposte dovute (minimo 200 euro).

Ravvedimento operoso per la dichiarazione tardiva

Come abbiamo visto, se la dichiarazione non viene presentata entro la scadenza ma nei successivi 90 giorni, essa è valida a tutti gli effetti (Circolare n. 11/E/2010). Trascorso tale termine si rientra nella fattispecie della dichiarazione omessa. Il ravvedimento dichiarazione tardiva ha dei costi particolarmente contenuti. Possiamo individuare i seguenti scenari:

  • Dichiarazione tardiva senza imposte dovute: la sanzione fissa di importo pari ad euro 250 è ridotta ad 1/10 del minimo. Pertanto, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione comporta il versamento della sanzione di 25 euro;
  • Dichiarazione tardiva con imposte dovute: in questo caso oltre a versare la sanzione dichiarazione tardiva è necessario ravvedere anche le imposte non versate. Pertanto applicando le seguenti sanzioni:
    • Dello 0,2% per ogni giorno di ritardo fino al 14° giorno;
    • Del 3% se la regolarizzazione avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza ( 1/10 del 30%);
    • Del 3,75% ( 1/8 della sanzione del 30%) se la regolarizzazione viene effettuata oltre tale termine.

Esempio di ravvedimento dichiarazione tardiva

Prendiamo il caso di una società che non abbia inviato entro i termini la dichiarazione dei redditi, ma le imposte dovute siano state effettivamente versate.

La violazione può essere sanata presentando la dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza.

Tuttavia per perfezionare il ravvedimento operoso è necessario versare anche la sanzione ridotta pari ad euro 25,00 (1/10 di 250,00 euro). Il versamento della sanzione dovrà avvenire tramite modello F24, utilizzando il codice tributo 8911 ed inserendo come periodo di riferimento l’anno in cui è stata commessa la violazione.

Conseguenze per il contribuente in caso di dichiarazione omessa

Sono previste sanzioni più importanti in caso di dichiarazione presentata con un ritardo superiore a 90 giorni, ovvero quando si rientra nella fattispecie della dichiarazione dei redditi omessa.

Non presentando la dichiarazione il contribuente non permette all’Agenzia delle Entrate di esercitare le normali funzioni di controllo e accertamento tributario.

La sanzione, in caso di omessa dichiarazione, va a un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute.

L’imposta minima applicabile è di € 250,00.

In caso di redditi prodotti all’estero è previsto un aumento di 1/3 della sanzione minima applicabile.

Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 250,00 a € 1.000,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

Ai sensi dell’art. 1, comma 7, del D.L.gs. n. 471/97, in caso di opzione della cedolare secca, in presenza di canone di locazione non dichiarato o dichiarato in misura inferiore, le sanzioni sono raddoppiate. In caso di dichiarazione infedele la sanzione va dal 180% al 360%, mentre in caso di dichiarazione omessa la sanzione va dal 240% al 480%.

Se desideri approfondire la dichiarazione omessa e vedere nel dettaglio quali sono i possibili rimedi, ti consiglio di leggere il seguente contributo: “Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e rimedi“.

Dichiarazione tardiva: consulenza fiscale online

Nella pratica è assai frequente trovarsi nella casistica della dichiarazione tardiva. Negli ultimi anni sono stati modificati i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. Quest’ultimo a contribuito a creare confusione.

Come avrai visto leggendo questo contributo, in caso di dichiarazione tardiva dovrai versare, prima della presentazione della dichiarazione dei redditi, la sanzione ridotta di 25,00. Inoltre, in caso in cui ti fossi dimenticato di presentarla entro 90 giorni siamo nella fattispecie della dichiarazione omessa.

Se ti trovi in una di queste casistiche ti invito a contattarmi in modo da poterti fornire la mia assistenza fiscale in merito.

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