Dividendi percepiti dalla società semplice: tassazione

Con il D.L. n. 124 del 26.10.2019 è stata modificata la disciplina dei dividendi percepiti dalla società semplice. A partire dal 25.12.2019 si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci, con conseguente applicazione del corrispondente regime fiscale.

A fronte di questa modifica vi è un diverso trattamento fiscale a seconda che i dividendi percepiti dalla società semplice e formati dal 2018 siano percepiti dall’01.01.2018 al 24.12.2019 o percepiti dal 25.12.2019.

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 486 del 4 ottobre 2022, ha fornito chiarimenti sul nuovo regime fiscale dei dividendi distribuiti alle società semplici e la sua applicabilità anche alle associazioni professionali.

Vediamo pertanto nel presente contributo come devono essere tassati i dividendi della società semplice e come devono essere indicati in dichiarazione dei redditi.

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Tassazione dividendi società semplice: nuovo regime

Con il nuovo regime, la tassazione dei dividendi della società semplice, avviene secondo un approccio “look through”, ovvero considerando la società semplice come un mero schermo. Pertanto, i dividendi percepiti, saranno tassati nel seguente modo:

  • sono imponibili per i soci secondo la quota di partecipazione che i medesimi possiedono nella società semplice;
  • si considerano imponibili per i soci già al momento della loro percezione da parte della società;

Mentre gli altri redditi della società semplice, sono imputati per trasparenza ai soci che rivestono tale qualifica al termine del periodo d’imposta.

L’applicazione di questo regime prescinde dall’eventuale distribuzione degli utili ai soci. E’ previsto un presupposto impositivo che si basa sull’incasso del dividendo da parte sella società semplice. Il criterio di cassa, tipico della tassazione dei dividendi, si verifica in capo alla società “schermo” e non sui suoi soci.

Tassazione dividendi società semplice: tipologia di soggetto

Vediamo qui di seguito come devono essere tassati i dividendi di una società semplice in base alla tipologia di soggetto percettore degli stessi:

  • soggetti Ires: sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo per il 95% del loro ammontare;
  • imprese individuali e società di persone commerciali: sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo, nella misura del 41,86% del loro ammontare, nell’esercizio in cui sono percepiti;
  • persone fisiche residenti: sono soggetti a tassazione con applicazione di una ritenuta a titolo d’imposta nella misura del 26%, a prescindere che la partecipazione sia qualificata o meno.

La ritenuta a titolo d’imposta di cui sopra deve essere operata dalle società e dagli enti commerciali residenti sulla base delle informazioni fornite dalla società semplice.

I dubbi della nuova disciplina

La nuova norma ha il vantaggio di aver previsto l’eliminazione della doppia imposizione economica, ma ha comportato i seguenti dubbi:

  • individuazione del soggetto tenuto all’applicazione dell’imposta sostitutiva;
  • all’individuazione del soggetto tenuto all’obbligo di rilasciare il modello CUPE per la certificazione degli utili corrisposti;
  • alla percezione dei dividendi da società estere ed alla distribuzione di utili alla società semplice con soci non residenti.

Il Decreto Legge n. 23 dell’ 8 aprile 2020 ( c.d. Decreto Liquidità) ha cercato di chiarire questi dubbi. In particolare, è stato previsto:

  • l’ampliamento della disciplina della tassazione per trasparenza anche per gli utili distribuiti da società estere alla società semplice;
  • il regime impositivo applicabile ai soci non residenti di società semplici;
  • la disciplina degli utili provenienti da società residenti in paesi a regime fiscale privilegiato.

Per quanto riguarda il primo aspetto, gli utili distribuiti da società o enti non residenti a favore di Società Semplici, è prevista l’applicazione del regime fiscale previsto per i “dividendi domestici”.

Mentre, in caso di distribuzione di “dividendi domestici” a favore di società semplici aventi soci non residenti in Italia, invece:

  • se tali soggetti rientrano nella casistica di soggetti di cui all’art. 27 del D.P.R. n. 600 del 1973 si prevede l’applicazione della ritenuta a titolo d’imposta nella misura del 26%;
  • se tali soggetti rientrano nella fattispecie di cui all’art. 27, comma 3-ter del D.P.R. n. 600 del 1973 si prevede l’applicazione della ritenuta a titolo di imposta nella misura della minor aliquota ivi prevista (1,2%).

Infine, nell’ultima ipotesi, ovvero soggetti che distribuiscono gli utili alle Società Semplici sono soggetti residenti in paesi a regime fiscale privilegiato, concorrono integralmente alla determinazione della base imponibile dei soci, siano essi persone fisiche, imprenditori o società commerciali.

Dividendi di fonte estera: Credito per le imposte estere

Nel caso in cui gli utili, percepiti dalla società semplice, derivano dalla partecipazione in società non residenti, le ritenute estere possono essere recuperate attraverso il meccanismo del credito per le imposte estere (art. 165 del Tuir), che consente di scomputare l’imposta versata all’estero, secondo la percentuale con la quale la componente reddituale concorre alla formazione dell’imponibile in Italia.

La disposizione trova applicazione allo stato attuale della legislazione , che prevede il concorso di tali redditi alla formazione dell’imponibile in Italia.

Nuovo regime fiscale dei dividendi applicabile anche alle associazioni professionali

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 486 del 4 ottobre 2022 ha fornito chiarimenti sul nuovo regime dei dividendi distribuiti alle società semplici e la sua applicabilità anche alle associazioni professionali.

L’Agenzia delle Entrate evidenzia nell’interpello che questo nuovo regime possa essere esteso alla distribuzione di dividendi in favore della associazioni tra professionisti, sia in funzione dell’equiparazione ai fini fiscali che per la ratio del nuovo regime fiscale.

Indicazione dividendo in dichiarazione dei redditi

L’indicazione del dividendo in dichiarazione dei redditi varia in funzione del soggetto percettore di tale dividendo.

Per i dividendi erogati a società semplici con soci diversi dalle persone fisiche, nel quadro RL, colonna 1, deve essere indicato il codice “17” e nella colonna 2 il 100% del reddito percepito.

Tale reddito verrà posi successivamente sommato con gli altri redditi di capitale nel rigo RN9 e determinerà una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi dei soci:

  • per il 95% in caso di società di capitali;
  • per il 60%, il 50,72% o il 41,86% a seconda dell’anno di formazione degli utili, in caso di percezione da parte di società di persone commerciali o imprese individuali.

Mentre, nel caso di dividendi erogati a società semplici con soci rappresentati da persone fisiche residenti:

  • per gli utili formati prima del 31.12.2017, si indicano nella colonna 1 del rigo RL1 codici 1,4 o 8 e il reddito concorre alla formazione del reddito complessivo nella misura del 40%, 49,72% oppure per il 58,14%. Tale reddito verrà poi sommato agli altri redditi di capitale nel rigo RN9.
  • per gli utili formatesi dal 2018, sia pplica la ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Dividendi percepiti dalla società semplice: consulenza

In questo contributo abbiamo visto nel dettaglio come funziona la tassazione dei dividendi percepiti da una società semplice, questo cambia in funzione del soggetto percettore.

Se desideri approfondire questi aspetti, ti invito a contattarmi al link che troverai qui di seguito, in modo da poter sciogliere i tuoi dubbi sull’argomento.

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