Fattura elettronica tardiva: ravvedimento o cumulo giuridico

La fattura elettronica tardiva, con errori o addirittura omessa può determinare gravi conseguenze per il contribuente, soprattutto in termini di sanzioni.

Sia nel caso di fattura elettronica non emessa che emessa in modo tardivo si applica la sanzione prevista dall’art. 6 del DLgs. n 471/97.

In questo contributo vediamo cosa conviene fare in caso di ritardata fattura elettronica, ovvero se avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso o aspettare l’avviso di accertamento, applicando il cumulo giuridico.

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Termine emissione fattura elettronica

Il termine di emissione della fattura elettronica dipende dal tipo di fattura che andiamo ad emettere. Possiamo emettere:

  • Fattura elettronica immediata.
  • Fattura elettronica differita.

Con riguardo alle fatture elettroniche emesse ai sensi dell’art. 1 co. 3 del DLgs. n 127/2015, la fattura si intende emessa solo se è stata trasmessa al SdI e non è stata scartata da quest’ultimo.

Emissione della fattura immediata

La fattura elettronica immediata accompagna il bene o che certifica il compenso percepito per un servizio reso. La fattura immediata deve essere emessa entro 12 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione, stabilito ai sensi dell’art. 6 del DPR n 633/72.

In particolare, per le cessioni di beni al momento della spedizione / consegna dei beni, per le prestazioni di servizi al momento del pagamento.

Emissione della fattura differita

La fattura differita, può essere emessa per cessioni di beni e prestazioni di servizi, in alternativa alla fattura immediata.

Essenzialmente la fattura differita si discosta dalla tradizionale fattura dalla data di emissione rispetto alla consegna dei beni o dal termine dell’erogazione di un servizio e dal loro pagamento. Questa tipologia di fattura costituisce una importante semplificazione per le imprese, perché permette di riepilogare in un unico documento fiscale i pagamenti eseguiti nel mese solare da un dato cliente.

La fattura differita dev’essere emessa e registrata entro il 15esimo giorno del mese successivo a quello in cui i beni vengono spediti / consegnati o le prestazioni vengono realmente effettuate. Sarà comunque necessario indicare

il mese di riferimento per la prestazione, infatti legalmente l’operazione rientrerà nella liquidazione periodica del mese di riferimento e l’IVA andrà versata entro il 16 del mese successivo.

Esempio: se il pagamento della prestazione di un dato servizio è avvenuto a maggio, anche se la fattura viene emessa in modalità differita il 15 giugno, l’operazione rientra nella liquidazione periodica di maggio e l’IVA andrà versata entro il 16 giugno.

Proprio per l’esistenza di quest’ultimo obbligo, che rende complicata la successiva gestione fiscale, è ormai pratica consolidata quella fatturare entro il mese (tipicamente nell’ultimo giorno lavorativo) e non posticipare nei 15 giorni successivi.

Fatture elettroniche tardive: sanzioni

La fattura elettronica tardiva, con errori o addirittura omessa può determinare gravi conseguenze per il contribuente, soprattutto in termini di sanzioni.

A partire dall’1.1.2019, le fatture relative ad operazioni tra soggetti residenti o stabiliti in Italia emesse con modalità diverse da quelle previste dall’art. 1 co. 3 del DLgs. n 127/2015, si considerano non emesse (art. 1 co. 6 del DLgs. n 127/2015).

Sia nel caso di fattura elettronica non emessa che emessa in modo tardivo si applica la sanzione prevista dall’art. 6 del DLgs. n 471/97.

Violazione che ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo o del reddito

L’art. 6 del D.l.gs 471/97 prevede due diversi regimi sanzionatori, nel caso in cui si tratti di fatture con Iva o meno:

  • Fatture con Iva: si applica la sanzione dal 90% al 180% dell’iva stessa, con un minimo di 500 euro;
  • Fatture senza Iva: si applica la sanzione dal 5% al 10% dell’iva stessa, con un minimo di 500 euro.

Per le fatture senza Iva mi riferisco alle operazioni escluse, esenti, non imponibili, reverse charge.

La sanzione si riduce drasticamente se procediamo al ravvedimento operoso.

Violazione che non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo o del reddito

Rispetto alla casistica vista nel paragrafo precedente, le sanzioni si riducono se:

  • Le fatture con Iva: la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo. La sanzione viene applicata in misura fissa da 250 a 2.500 euro.
  • Le fatture senza Iva: la violazione non ha inciso sulla determinazione del reddito. La sanzione viene applicata in misura fissa da 250 a 2.500 euro.

La sanzione si riduce drasticamente se procediamo al ravvedimento operoso.

Fattura elettronica tardiva: ravvedimento operoso

L’art. 13 del D.Lgs. 472/97 prevede le seguenti riduzioni delle sanzioni tramite l’istituto del ravvedimento operoso:

  • 1/9: entro 90 giorni dalla data di omissione o dell’errore;
  • 1/8: entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione;
  • 1/7: entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione;
  • 1/6: oltre il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione.

Prendiamo il caso in cui la sanzione sia fissa ed è pari 250 euro, se si procede al ravvedimento operoso avrò:

  • Se la sanzione viene versata entro 90 giorni dall’errore/omissione: si versa 1/9 della sanzione minima, quindi l’importo da versare sarà pari a 27,78 euro.
  • Se la sanzione viene versata entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva: si versa 1/8 della sanzione minima, quindi l’importo da versare sarà pari a 31,25 euro.

Fattura elettronica tardiva: cumulo giuridico

Qualora si decidesse di non sanare la violazione ma di attendere l’atto di irrogazione sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate si potrebbe avvalere dell’istituto del cumulo giuridico.

Tale istituto è disciplinato dall’art. 12 comma 1 del D.Lgs 472/1997 e prevede:

  • Una sanzione minima editabile pari a 250 euro;
  • Aumento dal 25% al 200% prevista per la continuazione come da comma 1 del citato articolo. Pertanto un aumento che va da Euro 62,50 ad Euro 500,00.

L’importo così ottenuto va da un minimo di euro 312,50 [+25%] ad un massimo di euro 750,00 [+200%].

Una volta ricevuto l’avviso di accertamento, l’importo della sanzione può essere ridotto di 1/3 se si rinuncia ad impugnare l’avviso dello stesso.

Pertanto se ci si avvale della definizione delle sanzioni ex art. 16 c. 3 del Dlgs. 472/1997, nel nostro esempio avremo:

  • Euro 104,17 in caso di aumento del 25%;
  • Euro 250,00 in caso di aumento del 200%.

Confronto ravvedimento operoso vs cumulo giuridico

Vediamo con un esempio quando conviene utilizzare il ravvedimento operoso per sanare la violazione o attendere l’avviso di accertamento dell’Agenzia ed avvalersi dell’istituto del cumulo giuridico.

Ipotizziamo il caso in cui abbiamo emesso tardivamente 15 fatture e che le stesse non abbiamo inciso sulla corretta liquidazione dell’Iva.

Qualora tu decidessi di sanare la violazione con il ravvedimento operoso, le sanzioni saranno le seguenti:

  • Ravvedimento entro 90 giorni: la sanzione sarà nella misura di 27,78 per ciascun documento;
  • Ravvedimento oltre i 90 giorni: la sanzione sarà nella misura di 31,25 per ciascun documento.

Pertanto, nella prima ipotesi, ovvero ravvedimento operoso entro 90 giorni, la sanzione totale sarà pari ad 416,70 euro ( 27,78 *15ft).

Mentre nella seconda ipotesi, ovvero ravvedimento operoso oltre i 90 giorni, la sanzione totale sarà pari ad 468,75 euro ( 31,25 *15ft).

Qualora tu decidessi di non sanare la violazione ma di aspettare l’avviso di accertamento, si avrebbero le seguenti sanzioni con il cumulo giuridico:

Sanzione minima edittale pari ad Euro 250,00;
Aumento dal 25% al 200% prevista per la continuazione come da comma 1 del citato articolo, quindi un aumento che va da Euro 62,50 ad Euro 500,00.


L’importo così ottenuto va da un minimo di euro 312,50 [+25%] ad un massimo di euro 750,00 [+200%].

La percentuale di aumento applicata dall’Agenzia delle Entrate varierà in funzione del numero delle fatture.

Tuttavia una volta arrivato l’avviso di accertamento, se quest’ultimo non viene contestato si ha la riduzione delle sanzioni di 1/3.

Pertanto l’importo finale da corrispondere sarà pari:

  • Euro 104,17 in caso di aumento del 25%;
  • Euro 250,00 in caso di aumento del 200%

Dall’esempio si evince chiaramente che in questo caso non convenga applicare il ravvedimento operoso ma aspettare l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Qu di seguito un prospetto riepilogativo che evidenzia quando convenga applicare il ravvedimento operoso e quando invece conviene aspettare l’avviso di accertamento.

N° ft.Ravv. entro 90 giorniRavv. oltre 90 giorniCumulo +25%Riduzione 1/3Cumulo + 200%Riduzione 1/3
4112,12 euro125 euro312,50 euro104,17 euro750 euro250 euro
9250,22 euro281,25 euro312,50 euro104,17 euro750 euro250 euro
15416,70 euro468,75 euro312,50 euro104,17 euro750 euro250 euro
2005.556 euro6.250 euro312,50 euro104,17 euro750 euro250 euro

Dalla tabella si evince che fino a 9 fatture emesse tardivamente è più conveniente sanare la violazione tramite l’istituto del ravvedimento operoso. Mentre sopra le 9 fatture è più conveniente aspettare l’eventuale avviso dell’Agenzia delle Entrate che applica il cumulo giuridico.

Fattura elettronica tardiva: codice tributo

Nel caso in cui ci si accorga di omissioni, errori o ritardi nella fatturazione elettronica occorre ravvedersi mediante il pagamento delle sanzioni di cui abbiamo parlato sinora.

Il pagamento deve essere eseguito tramite modello F24, compilando la sezione erario ed utilizzando il codice tributo 8911. L’anno da indicare nel modello è quello in cui è avvenuta la violazione.

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