Immobili in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore

Il nostro legislatore ha introdotto una forte stretta sui beni che, seppur formalmente gestiti nell’ambito del regime d’impresa, risultano nella realtà in godimento personale ai soci ovvero ai familiari dell’imprenditore.

In base all’art. 67 comma 1 lett. h) del TUIR, costituisce “reddito diverso” in capo al socio o al familiare dell’imprenditore la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa.

Vediamo in questo contributo come si determina il reddito in capo al socio o al familiare dell’imprenditore ed i riflessi fiscali in capo alla società concedente.

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Ambito soggettivo della norma

Tra i soggetti beneficiari della disciplina in commento vi sono:

  • I soci beneficiari del godimento dei beni della società, senza alcuna soglia minima di partecipazione al capitale sociale;
  • i familiari dell’imprenditore.

Gli utilizzatori che rientrano nell’ambito applicativo della norma sono i soggetti che beneficiano nella propria sfera personale dei beni relativi all’impresa.

Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24 del 15.06.2012, rientrano nell’ambito di applicazione della disposizione:

  • il soggetto residente e non residente che nella sfera privata utilizza in godimento beni della sua impresa commerciale residente nel territorio dello Stato;
  • i familiari, residenti o non residenti nel territorio dello Stato.

Sono destinatari di tali disposizioni anche i soci o i familiari che ricevono in godimento beni da società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 del c.c. a quella partecipata dagli stessi soci.

Mentre tra i soggetti concedenti, la disciplina riguarda, purché residenti:

  • l’imprenditore individuale;
  • la società in nome collettivo e la società in accomandita semplice;
  • le società di capitali;
  • le società cooperative;
  • le stabili organizzazioni di società non residenti.

Restano escluse dall’applicazione di tale norma le società semplici in quanto non possono svolgere attività d’impresa.

Ambito oggettivo della norma

La disciplina in esame può essere applicata sia agli immobili strumentali, agli immobili merce e ai c.d. “immobili patrimonio” di proprietà dell’impresa o posseduti per effetto di un diritto reale di godimento (uso, usufrutto, etc.), ma anche quelli detenuti in locazione o in noleggio.

Determinazione del reddito diverso

Ai sensi dell’art. 67 comma 1 lett. h-ter del TUIR, costituisce “reddito diverso” in capo al socio o al familiare dell’imprenditore la differenza tra:

  • il valore di mercato; e
  • il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a tale soggetti.

Ai sensi dell’art. 9 comma 3 del TUIR, per valore di mercato deve intendersi il valore normale. Per determinare il valore di quest’ultimo si deve far riferimento a criteri oggettivi rappresentati:

  • da specifici provvedimenti, per i beni i cui i prezzi sono soggetti ad una disciplina legale;
  • dal prezzo normalmente praticato dal fornitore.

Qualora non sia possibile utilizzare i criteri di cui sopra, il valore di mercato da confrontare con il corrispettivo pattuito può risultare da apposita perizia.

Al fine di poter dimostrare gli accordi presi tra le parti per la concessione in godimento del bene relativo all’impresa, il corrispettivo annuo e le altre condizioni devono risultare da apposita certificazione scritta in data certa, antecedente alla data di inizio di utilizzazione del bene.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 36 del 24.09.2012 ha chiarito che è sufficiente che il contribuente dimostri quali sono gli elementi essenziali dell’accordo.

Concessione del bene per una frazione d’anno

La norma si applica sia nel caso in l’immobile sia concesso in godimento per l’intero anno, sia quando venga concesso in godimento per una frazione d’anno.

Nella prima ipotesi il reddito da tassare sarà pari alla differenza tra il valore di mercato del diritto di godimento ed il corrispettivo annuo pattuito o pagato. Nella seconda ipotesi, invece, coinciderà con quello calcolato rapportando il valore di mercato annuo del diritto di godimento al corrispettivo pattuito o pagato per il periodo di godimento.

Quali sono i riflessi fiscali in capo alla società concedente?

Ai sensi dell’art. 2 co. 36-quaterdecies del DL 138/2011), i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato, non sono ammessi in deduzione.

Con questo mi riferisco, a titolo esemplificativo, ai seguenti costi:

  • quote di ammortamento;
  • spese di manutenzione;
  • spse di gestione.

In sede di dichiarazione dei redditi, sarà opportuno effettuare una variazione in aumento dei costi di cui sopra ( rigo RF31, codice 34, Modello Redditi SC).

Ipotizziamo che il corrispettivo pattuito per la concessione in godimento del bene sia pari ad euro 8.000,00 ed il valore di mercato del diritto di godimento pari ad euro 10.000,00 e i costi sostenuti sul bene siano pari ad euro 1.000,00. La quota di costo indeducibile, per il quale sarà necessario effettuare una variazione in aumento in sede di dichiarazione dei redditi sarà pari:

1.000,00 x 2.000,00/10.000,00 = 200,00

Nel caso in cui il bene venga concesso in godimento ai soci di una società di persone oppure ai soci di una società a responsabilità limitata che abbia optato per il regime di trasparenza fiscale ai sensi dell’art. 116 del TUIR, il maggior reddito della società derivante dall’indeducibilità dei costi è imputato esclusivamente ai soci utilizzatori. Questo, al fine di evitare il fenomeno di doppia imposizione che scaturisce dall’ipotesi in cui l’utilizzatore coincide con l’imprenditore individuale o il socio di società di persone o di società trasparenti per opzione ai sensi dell’art. 116 del TUIR.

Immobili in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore: Conclusioni e Consulenza

La concessione in godimento di immobili ai soci o ai familiari ha dei riflessi in termini di tassazione sia sull’utilizzatore che sulla società concedente.

Per qualsiasi dubbio sull’argomento o se desideri approfondire la tua situazione in ottica di pianificazione fiscale, ti invito a contattarmi al link che troverai qui di seguito.

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