Ivie: imposta immobili detenuti all’estero

Enti non commerciali società semplici e persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, devono adempiere al monitoraggio fiscale. Il possesso di beni immobili all’estero è soggetto a monitoraggio ed al versamento di una imposta patrimoniale, IVIE.

Le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero).

L’IVIE è un’imposta patrimoniale dello 0,76% sul valore degli immobili all’estero. L’imposta deve essere liquidata all’interno del quadro RW relativo al monitoraggio fiscale.

L’IVIE non è altro che l’IMU (che riguarda gli immobili siti in Italia) per gli immobili detenuti all’estero da parte di soggetti residenti in Italia. A questo punto entriamo nel dettaglio ed andiamo ad analizzare le principali informazioni utili sull’applicazione ed il calcolo dell’IVIE sugli immobili detenuti all’estero.

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IVIE: che cos’é

L’IVIE è un imposta patrimoniale che colpisce i titolari di diritti reali su beni immobili detenuti all’estero. Presupposto per l’applicazione dell’imposta è che il soggetto titolare del diritto reale sia residente fiscalmente in Italia. L’IVIE è entrata in vigore nel 2012, con la Legge n. 214/2011. Essa prevede che i contribuenti, fiscalmente residenti in Italia, che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare ogni anno la relativa imposta patrimoniale (IVIE).

IVIE: quali soggetti sono tenuti al versamento?

Sono tenuti al pagamento dell’imposta le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero).

  • proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni destinati ad attività di impresa o di lavoro autonomo;
  • I titolari dei diritti reali di usufruttouso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi;
  • concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. L’obbligo sussiste dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

Dal 2020 sono soggetti passivi, oltre alle persone fisiche, anche gli enti non commerciali e le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice, residenti in Italia, che sono tenuti agli obblighi di dichiarazione per gli investimenti e le attività previsti dall’articolo 4 del decreto legge n. 167/1990 (c.d. monitoraggio fiscale).

Base imponibile e aliquota

L’IVIE è un imposta dello 0,76% sul valore dell’immobile all’estero. E’ calcolata in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali il possesso c’è stato. Il versamento non è dovuto se l’importo complessivo non supera i 200 euro. In questo caso, il contribuente non deve neanche indicare i dati relativi all’immobile nel quadro RM della dichiarazione dei redditi, fermo restando l’obbligo di compilazione del modulo RW2.

L’aliquota scende allo 0,4% per gli immobili adibiti ad abitazione principale che in Italia risultano classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per i quali è possibile, inoltre, detrarre dall’imposta (fino a concorrenza del suo ammontare):

  • 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è destinato ad abitazione principale. Nel caso di immobile adibito ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascun soggetto in proporzione alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

Per il calcolo dell’imposta è necessario considerare tre criteri:

  1. Il valore del bene: vi sono due modalità di determinazione del bene a seconda del luogo dove è situato l’immobile. Per gli immobili situati in Paesi Ue dello Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l’Amministrazione finanziaria italiana, il valore del bene è dato dalla rendita catastale, rivalutata secondo la legislazione locale. Mentre per gli immobili siti in altri stati, il valore da prendere in considerazione è il costo di acquisto risultante dal rogito ( circolare n. 28/E del 2 luglio 2012)
  2. La percentuale di possesso: l’IVIE è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso;
  3. La durata del possesso: si considera per intero il mese in cui il possesso si è avuto per più di quattordici giorni.

Credito d’imposta estero

Dall’imposta si deduce, fino a concorrenza dell’ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’imposta patrimoniale versata nello stato estero.

Il credito d’imposta non può eccedere l’imposta dovuta in Italia.

Inoltre, per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla UE o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, è possibile sottrarre anche l’eventuale eccedenza di imposta reddituale estera sugli stessi immobili, non utilizzata come credito Irpef (articolo 165 del Tuir).

Cause di esclusione IVIE

Vediamo di seguito alcuni casi in cui l’IVIE non si applica o viene applicata in misura ridotta.

Non  è soggetta a IVIE l’abitazione principale e le relative pertinenze delle stesse. Inoltre non è soggetta all’IVIE la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale/annullamento/scioglimento/cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Tuttavia restano soggette all’imposta solo le “prime case” classificate come A/1, A/8, A/9. Per questa casistica, l’aliquota è ridotta allo 0,4% e spetta una detrazione di €200. Quest’ultimo dovrà essere rapportato al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è stato adibito ad abitazione principale.

Nel caso in cui l’immobile sia ” la prima casa” di più soggetti passivi, detta detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota e destinazione.

Versamento e dichiarazione

Per il versamento dell’Ivie si applicano le stesse regole previste per l’Irpef, comprese quelle riguardanti importi e date di acconto e saldo.

I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono i seguenti:

  • “4041” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – SALDO”
  • “4042” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – SALDO”
  • “4044” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA”
  • “4045” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE”
  • “4046” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – ACCONTO”

Per dichiarare il valore degli immobili situati all’estero il contribuente deve compilare il quadro RW.

Nel caso di mancata compilazione del quadro RW e di liquidazione dell’imposta è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso. Se ti trovi in quest’ultima casistica di consiglio di leggere questo contributo per un approfondimento: “ravvedimento operoso quadro RW”

IVIE: consulenza

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla disciplina riguardante la corretta compilazione del quadro RW, per la determinazione dell’IVIE, avrai a disposizione la mia esperienza sul campo. Posso assicurarti che sono tante le possibilità di commettere errore, o di non corretta indicazione del valore del tuo immobile all’estero. Per questo occorre prestare la dovuta attenzione.

Affidati sempre ad un professionista esperto per questo tipo di gestione fiscale. Se hai una situazione particolare, oppure se ti sei dimenticato di effettuare il monitoraggio fiscale, non disperare. In molti casi è ancora possibile intervenire, tramite l’istituto del ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Naturalmente è necessario analizzare la tua situazione in modo completo e dettagliato.

Per questo motivo se hai un quesito riguardante la tua situazione personale puoi usufruire del servizio di consulenza fiscale online. Segui il link seguente e compila il form per metterti direttamente in contatto con me. Analizzerò la tua situazione e sarò in grado di farti un preventivo per eventualmente risolvere la tua situazione.

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