Ivie: imposta immobili detenuti all’estero

Enti non commerciali società semplici e persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, devono adempiere al monitoraggio fiscale. Il possesso di beni immobili all’estero è soggetto a monitoraggio ed al versamento di una imposta patrimoniale, IVIE.

Le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero).

Con la Legge di Bilancio 2024 è stata elevata l’aliquota IVIE all’1,06%. L’IVIE è un’imposta patrimoniale sul valore degli immobili all’estero. L’imposta deve essere liquidata all’interno del quadro RW relativo al monitoraggio fiscale.

Il monitoraggio fiscale è un obbligo che comporta il fatto di dover dichiarare annualmente il possesso dell’immobile e versare l’imposta IVIE. Tutti i contribuenti residenti fiscalmente in Italia che possiedono un immobile all’estero sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi e a compilare il quadro RW.

L’IVIE non è altro che l’IMU (che riguarda gli immobili siti in Italia) per gli immobili detenuti all’estero da parte di soggetti residenti in Italia. A questo punto entriamo nel dettaglio ed andiamo ad analizzare le principali informazioni utili sull’applicazione ed il calcolo dell’IVIE sugli immobili detenuti all’estero.

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Che cos’è l’IVIE?

L’IVIE è un imposta patrimoniale che colpisce i titolari di diritti reali su beni immobili detenuti all’estero. Presupposto per l’applicazione dell’imposta è che il soggetto titolare del diritto reale sia residente fiscalmente in Italia. L’IVIE è entrata in vigore nel 2012, con la Legge n. 214/2011. Essa prevede che i contribuenti, fiscalmente residenti in Italia, che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare ogni anno la relativa imposta patrimoniale (IVIE). Tale imposta è dovuta soltanto se l’importo spettante derivante dal calcolo supera la franchigia di 200 euro.

IVIE: quali soggetti sono tenuti al versamento?

Sono tenuti al pagamento dell’imposta le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero):

  • proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni destinati ad attività di impresa o di lavoro autonomo;
  • I titolari dei diritti reali di usufruttouso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi;
  • concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. L’obbligo sussiste dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

Come chiarito dalla circolare n. 28/E/2012, sono tenuti al pagamento dell’imposta i seguenti soggetti:

  • Le persone fisiche residenti in Italia ex art. 2, co. 2, del TUIR, indipendentemente dalla nazionalità;
  • Le società semplici e gli enti equiparati (incluse le associazioni professionali);
  • Le società di persone (SAS e SNC);
  • I trust e le fondazioni;
  • Gli enti non commerciali, che risultano essere proprietari di diritti reali ( usufrutto, il diritto di abitazione e l’enfiteusi)

Come si calcola l’Ivie sugli immobili esteri?

L’IVIE è un imposta dello 0,76% sul valore dell’immobile all’estero. E’ calcolata in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali il possesso c’è stato. Il versamento non è dovuto se l’importo complessivo non supera i 200 euro. In questo caso, il contribuente non deve neanche indicare i dati relativi all’immobile nel quadro RM della dichiarazione dei redditi, fermo restando l’obbligo di compilazione del modulo RW2.

L’aliquota scende allo 0,4% per gli immobili adibiti ad abitazione principale che in Italia risultano classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per i quali è possibile, inoltre, detrarre dall’imposta (fino a concorrenza del suo ammontare):

  • 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è destinato ad abitazione principale. Nel caso di immobile adibito ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascun soggetto in proporzione alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

Per il calcolo dell’imposta è necessario considerare tre criteri:

  1. Il valore del bene: vi sono due modalità di determinazione del bene a seconda del luogo dove è situato l’immobile. Per gli immobili situati in Paesi Ue dello Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l’Amministrazione finanziaria italiana, il valore del bene è dato dalla rendita catastale, rivalutata secondo la legislazione locale. Mentre per gli immobili siti in altri stati, il valore da prendere in considerazione è il costo di acquisto risultante dal rogito ( circolare n. 28/E del 2 luglio 2012)
  2. La percentuale di possesso: l’IVIE è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso;
  3. La durata del possesso: si considera per intero il mese in cui il possesso si è avuto per più di quattordici giorni.

Dal 2024 aumento aliquota IVIE

La Legge di Bilancio 2024 ha innalzato l’aliquota IVIE (imposta sul valore degli immobili situati all’estero) passando dallo 0,76% all’1,06% per cento.

Come si determina il valore dell’immobile posseduto all’estero ai fini IVIE?

Vediamo come si calcola il valore dell’immobile estero che sarà la base imponibile sulla quale calcolare l’imposta.

Il valore dell’immobile è risultante, nella maggioranza dei casi, dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà. Nel caso in cui l’immobile sia stato costruito, si fa riferimento al costo di costruzione sostenuto dal proprietario e risultante dalla relativa documentazione. In mancanza di tali valori o in mancanza della relativa documentazione si assume il valore di mercato rilevabile all’interno al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l’immobile. Per quanto riguarda gli immobili acquistati per successione o donazione, il valore è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato. In mancanza, si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante come risultante dalla relativa documentazione.

La determinazione del bene varia a seconda del luogo in cui è situato l’immobile:

  • immobili situati in Paesi Ue dello Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l’Amministrazione finanziaria italiana;
  • Gli immobili situati in altri Stati.

Immobili situati in un Paese UE O SEE

La normativa prevede una semplificazione nel caso in cui l’immobile sia detenuto in Paesi appartenenti all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni. In questo caso, il valore da utilizzare al fine della determinazione dell’imposta è prioritariamente quello catastale, come determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato. In mancanza del valore catastale si deve fare riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui l’immobile è situato.

Vediamo qui di seguito alcune situazioni particolari in merito alla corretta applicazione dell’Ivie. Vi sono, infatti, alcuni paesi, in particolare:

  • Belgio;
  • Francia;
  • Irlanda;
  • Malta.

In questi casi non è presente alcuna imposta che presenti una base imponibile catastale. Pertanto, la determinazione della base imponibile ai fine Ivie, si deve far riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto dell’immobile. Oppure, in mancanza di tale dato, si deve prendere il valore che si ottiene moltiplicando il reddito medio ordinario, eventualmente previsto dalle legislazioni locali, per i coefficienti Imu stabiliti per ciascuna categoria di immobili. Il reddito medio ordinario così ottenuto dovrà essere preso considerando le eventuali rettifiche previste dalla legislazione locale.

Determinazione del valore per gli immobili UE o SEE

Vediamo qui di seguito, qual’è il criterio gerarchico per la determinazione della base imponibile dell’Ivie:

ORDINEDESCRIZIONE
Valore catastale come da circolare n. 28/E/12
Reddito medio ordinario x moltiplicatori previsti dalle normative locali
Reddito medio ordinario x moltiplicatori IMU
Valore di mercato

Immobili situati in

Paesi diversi

Per gli immobili situati in Paesi diversi da quelli appartenenti all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, la base imponibile può essere determinata in base al:

  • Costo di acquisto o di costruzione;
  • Valore di mercato.

Costo di acquisto o di costruzione

La base imponibile è determinata:

  • in base al costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti da cui risulta il costo sostenuto per l’acquisto di diritti diversi dalla proprietà;
  • in base al costo di costruzione, sulla base della relativa documentazione.

Se non desumibile da un contratto, il valore dei diritti reali (es. usufrutto) si assume in base alla legislazione del Paese in cui è ubicato l’immobile.

Valore di mercato

In mancanza del costo di acquisto o di costruzione, si assume il valore di mercato rilevabile al termine di ciascun anno nel Paese ove è situato l’immobile. Qualora l’immobile non sia posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno si deve far riferimento al valore dell’immobile rilevato al termine del periodo di detenzione. Il valore di mercato può essere desunto in base alla media dei valori risultanti dai listini elaborati da organismi, enti o società operanti nel settore immobiliare locale.

Tasso di cambio

Per gli importi in valuta, il contribuente deve applicare i tassi di cambio indicati nell’apposito provv. Agenzia delle Entrate emanato annualmente ai sensi dell’art. 4 comma 4 del DL 167/90 ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili.

Il controvalore in euro degli investimenti espressi in valuta va calcolato con riferimento alla data del costo di acquisto oppure alla data di determinazione del valore di mercato delle medesime attività.

Più precisazione:

  • nel caso in cui si utilizzi il costo di acquisto, si applica il cambio medio del mese in cui ricade la data di acquisto come indicato nel provvedimento di accertamento dei tassi di cambio. In tale ipotesi non è necessario aggiornare il valore indicato nella dichiarazione (quadro RW);
  • nel caso in cui si utilizzi il valore di mercato, rilevabile al termine dell’anno ( o del periodo di detenzione), si applica il cambio medio del mese in cui ricade detto termine o periodo come indicato nel provvedimento di accertamento dei tassi di cambio. In tali ipotesi, è necessario aggiornare annualmente il valore indicato nella dichiarazione (quadro RW).

La franchigia di 200 euro

L’imposta patrimoniale sugli immobili detenuti all’estero non è dovuta se l’importo non supera la soglia di 200,00 euro. La franchigia si applica per ogni singolo immobile soggetto ad imposta patrimoniale. infatti, con riferimento alla colonna 13 del quadro RW, qualora il valore che si ottiene moltiplicando il valore dell’immobile per l’aliquota sia inferiore a 200,00 euro, la colonna 13 deve essere uguale a zero. Ai fini dell’applicazione della soglia di esenzione di 200,00 euro si deve far riferimento all’imposta determinata sul valore complessivo dell’immobile:

  • Senza considerare le quote e periodo di possesso;
  • Senza tener conto delle detrazioni previste per l’eventuale scomputo dei crediti d’imposta.

Credito d’imposta estero

Dall’imposta si deduce, fino a concorrenza dell’ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’imposta patrimoniale versata nello stato estero.

Il credito d’imposta non può eccedere l’imposta dovuta in Italia.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 28/E/2012 ha definito un quadro dettagliato di tutte le imposte estere fruibili.

Mentre per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla UE o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, è possibile sottrarre anche l’eventuale eccedenza di imposta reddituale estera sugli stessi immobili, non utilizzata come credito Irpef (articolo 165 del Tuir).

Lo scomputo è previsto anche per i paesi diversi da quelli UE o SEE. La circolare, ha definito quale imposta può essere detratta per gli immobili situati negli:

  • Stati Uniti: la real Property Tax;
  • Argentina: la Impuesto Inmobiliario;
  • Svizzera: la imposta sulla sostanze delle persone fisiche e l’imposta immobiliare;
  • Russia: la Nalog na imuschestvo fizicheskih litz.

Quando l’Ivie non è dovuta?

Vediamo di seguito alcuni casi in cui l’IVIE non si applica o viene applicata in misura ridotta.

Non  è soggetta a IVIE l’abitazione principale e le relative pertinenze delle stesse. Inoltre non è soggetta all’IVIE la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale/annullamento/scioglimento/cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Tuttavia restano soggette all’imposta solo le “prime case” classificate come A/1, A/8, A/9. Per questa casistica, l’aliquota è ridotta allo 0,4% e spetta una detrazione di €200. Quest’ultimo dovrà essere rapportato al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è stato adibito ad abitazione principale.

Nel caso in cui l’immobile sia ” la prima casa” di più soggetti passivi, detta detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota e destinazione.

Tabella: imposte da prendere a riferimento per il calcolo IVIE

La circolare n. 28/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate in relazione all’imposta da prendere a riferimento ai fini della determinazione del valore dell’immobile e per individuare le imposte patrimoniali detraibili ha riportato la seguente tabella:

PAESEIMPOSTA PRESA A RIFERIMENTO AI
FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL
VALORE DELL’IMMOBILE
IMPOSTE PATRIMONIALI DETRAIBILI
POLONIAPodatek od nieruchomościPodatek od nieruchomości
PORTOGALLOImposto Municipal sobre ImóveisImposto Municipal sobre Imóveis
REGNO UNITOCouncil tax……………..
REP. CECADaň z nemovitostíDaň z nemovitostí
ROMANIATaxa pe cladiriTaxa pe cladiri
SLOVACCHIADan z nehnutelnostiDan z nehnutelnosti
SLOVENIANadomestilo za uporabo
stavbnega zemljišča
Davek na premoženje
Davek na nepremično
premoženje večje vrednosti
Nadomestilo za uporabo stavbnega
zemljišča
Davek na premoženje
Davek na nepremično premoženje
večje vrednosti
SPAGNAImpuesto sobre Bienes InmueblesImpuesto sobre Bienes Inmuebles
SVEZIAFastighetsskatt
Kommunal Fastighetsavgift
Fastighetsskatt
Kommunal Fastighetsavgift
UNGHERIAEpítményadòEpítményadò
AUSTRIAGrundsteuerGrundsteuer
BELGIO………………..Précompte immobilier/
Onroerende Voorheffing
BULGARIADanak varhu nedvizhimite imoti
(Данък върху недвижимите имоти)
Danak varhu nedvizhimite imoti
(Данък върху недвижимите имоти)
CIPROForos akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
Foros akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
DANIMARCALov om statslig, kommunal og
amtskommunal ejendomsværdiskat;
Kommunal og amtskommunal
grundskyld
Lov om statslig, kommunal og
amtskommunal ejendomsværdiskat;
Kommunal og amtskommunal
grundskyld
ESTONIAMaamaksMaamaks
FINLANDIAKiinteistövero/
Fastighetsskatt
Kiinteistövero/
Fastighetsskatt
FRANCIA……………………………………….Tax foncière
Impôt de Solidarité sur la Fortune
GERMANIAGrundsteuerGrundsteur
GRECIAForos akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
Foros akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
IRLANDA……………………………..The rates
ISLANDAFasteignagjöldFasteignagjöld
LETTONIANekustamā īpašuma nodoklisNekustamā īpašuma nodoklis
LITUANIANekilnojamojo turto mokestisNekilnojamojo turto mokestis
LUSSEMBURGOImpôt foncierImpôt foncier
MALTA……………………………..……………
NORVEGIAEiendomsskattEiendomsskatt
Formuesskatt

Versamento e dichiarazione dell’IVIE sugli immobili esteri

Per il versamento dell’Ivie si applicano le stesse regole previste per l’Irpef, comprese quelle riguardanti importi e date di acconto e saldo. Si rimanda pertanto per il versamento, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi e le sanzioni alle disposizioni sull’Irpef. Questo, anche per quanto riguarda il versamento delle imposte tramite modello F24. Il contribuente, sarà tenuto a versare al 30 giugno il saldo relativo all’imposta dell’anno precedente ed il primo acconto dell’anno corrente. Invece, entro il 30 novembre, sarà tenuto a versare il II acconto dell’anno corrente.

Quali codici tributo per il versamento Ivie?

I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono i seguenti:

  • Codice tributo “4041” – “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – SALDO”
  • Codice tributo “4042” – “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – SALDO”
  • Il codice tributo “4044” – “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA”
  • Il codice tributo “4045” – “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE”
  • Codice tributo “4046” – “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – ACCONTO”

Per dichiarare il valore degli immobili situati all’estero il contribuente deve compilare il quadro RW.

Soglia minima versamento IVIE

Non deve essere eseguito il versamento a debito della singola imposta o addizionale risultanti dalla dichiarazione dei redditi che non superano ciascuno l’importo di 12,00 euro.

Pertanto, nel caso in cui il debito relativo all’IVIE non sia superiore a 12,00 euro, il versamento non deve essere effettuato.

Immobili all’estero tra ISEE e reddito di cittadinanza

Gli immobili detenuti all’estero devono essere inclusi nel calcolo del valore del patrimonio immobiliare anche ai fini ISEE.

Nella dichiarazione ISEE dovrà essere inserito il valore degli immobili al 31 dicembre dell’anno precedente. Tale valore, pertanto, concorre alla verifica della soglia di 30.000 euro, come valore del patrimonio immobiliare ai fini dell’ottenimento del reddito di cittadinanza.

Quadro RW immobili esteri: guida alla compilazione

Vediamo qui di seguito i tratti più salienti della compilazione del quadro RW nel caso di immobili detenuti all’estero da soggetti residenti fiscalmente in Italia.

I campi che interessano gli immobili nei righi da RW1 a RW5 devono essere compilati con la seguente modalità:

  • A  col. 1 va indicato uno dei seguenti codici:
    •  1→ proprietà  2→usufrutto  3→nuda proprietà  4→ altro diritto reale
  • A  col. 3 il  codice 15 che identifica gli investimenti in beni immobili
  • A  col. 4 il  codice dello stato estero desumibile dalla specifica tabella nelle istruzioni
  • A  col. 5 la  quota di possesso in percentuale
  • A  col. 6 il codice da 1 a 6 che identifica il  criterio utilizzato nella determinazione del valore. In particolare per gli immobili i codici utilizzabili sono i seguenti:
    • 1 Valore di mercato 
    • 4 Costo di acquisto 
    • 5 Valore catastale 
    • 6 Valore dichiarato in successione
  • A  col. 7 il valore all’1.1 o nel primo giorno in cui si detiene l’immobile.
  • A  col. 8 il valore al 31.12 o nell’ultimo giorno in cui si detiene l’immobile.
  • A  col. 12 il numero di mesi per i quali è dovuta l’IVIE; va computato come mese quello in cui il possesso dura almeno 15 giorni.
  • A  col. 13 va indicata l’IVIE, calcolata in misura pari a: Quota di possesso (col. 5) x  Valore (col. 8) x  Mesi/12 (col. 12) x 0,76%.
  • A col. 14 le eventuali imposte patrimoniali pagate all’estero che si possono scomputare dall’IVIE indicata a colonna 13.
  • A col. 18  il codice per individuare il quadro reddituale correlato al bene oggetto di monitoraggio. Si indica il codice 1 se è compilato il rigo RL 12.
  • A col. 22  va indicato il codice fiscale dell’eventuale cointestatario. Va barrata la col. 24 se vi sono più di 2 cointestatari.

Soggetti che presentano il Modello 730

I soggetti proprietari o titolari di altro diritto reale su immobili situati all’estero che presentano il modello 730 devono liquidare l’imposta patrimoniale sugli immobili esteri presentando il quadro RW unito al frontespizio del del Modello Redditi Persone Fisiche.

Immobile esteri non variati: niente quadro RW

Secondo quanto disposto dall’art. 7-quater, comma 23, D.L. n. 193/2016, il quadro RW non deve essere obbligatoriamente compilato se non sono intervenute variazioni in relazione agli immobili detenuti all’estero.

In caso di variazioni intervenute anche per un solo immobileil quadro va compilato con l’indicazione di tutti gli immobili situati all’estero compresi quelli non variati.

L’articolo 7 quater “Disposizioni in materia di semplificazione fiscale”, al comma 23 prevede, infatti, nello specifico:

Gliobblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi previsti nel comma 1 non sussistono altresì per gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo d’imposta, fatti salvi i versamenti relativi all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero, di cui al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.”.

Esclusione dall’IRPEF degli immobili esteri non locati o adibiti ad abitazione principale

Per gli immobili esteri adibiti ad abitazione principale e per gli immobili non locati assoggettati all’IVIE, non si applica il disposto dell’art. 70 comma 2 del TUIR e dunque tali immobili non concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

Pertanto, nel caso in cui lo Stato estero preveda, nella sua legislazione interna, la tassazione dell’immobile in base ai criteri di tipo catastale o similari, tale ammontare non concorrerà alla formazione del reddito in Italia in base alla valutazione effettuata dallo Stato estero se l’immobile è soggetto all’IVIE.

Per tali immobili non deve essere compilato il corrisponde quadro della dichiarazione dei redditi relativo all’indicazione dei redditi degli immobili situati all’estero. In particolare, si tratta del quadro D del Modello 730 e del quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche.

Nel caso in cui l’immobile sia locato solo per una parte dell’anno, le disposizioni contenute nell’art. 70 del TUIR trovano applicazione con riferimento alla parte del periodo d’imposta in cui si verifica tale circostanza ( Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5 del 11.03.2013).

Mancata indicazione di immobile estero nel quadro RW: sanzioni

Le sanzioni legate alla mancata indicazione di immobili esteri nel quadro RW, comporta l’applicazione due diverse tipologie di sanzioni.

In merito alle sanzioni relative all’IVIE, si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi (art. 19 comma 17 del DL 201/2011).

E’ opportuno distinguere il caso della dichiarazione omessa dall’ipotesi dell’infedele dichiarazione.

Si rientrerebbe nella dichiarazione omessa, punita con una sanzione dal 120% al 240%, qualora il contribuente ometta la liquidazione dell’IVIE. Mentre si ricadrebbe nella dichiarazione infedele, punita con una sanzione dal 90% al 180%, qualora il contribuente indicasse solo in pare i redditi esteri.

Per l’IVIE non è previsto il raddoppio delle sanzioni e nemmeno l’aumento di 1/3 di cui all’art. 1 comma 3 del D.Lgs 471/1997, che riguarda l’omessa/infedele dichiarazione di redditi prodotti all’estero. Nel caso dell’IVIE, non si tratta di irregolarità dichiarative su redditi prodotti all’estero, ma di violazioni riguardanti la dichiarazione di imposte patrimoniali, e non sul reddito.

Ravvedimento operoso IVIE

Nel caso di mancata compilazione del quadro RW e di liquidazione dell’imposta è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso. Utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso, permette di ridurre l’importo delle sanzioni amministrative. Per questo motivo è importante individuare per tempo eventuali errori commessi e predisporre le dichiarazioni dei redditi integrative.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 12 del 01.03.2023 ha istituito i codici tributo per il versamento di sanzioni e interessi da ravvedimento operoso relativamente all’IVIE e all’IVAFE.

Qui di seguito vediamo i codici tributo da utilizzare per il ravvedimento operoso:

Codice tributo per versamenti da ravvedimentoCodice tributo per il versamento delle imposte
“8942” Sanzione per ravvedimento – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero a qualsiasi uso destinati da soggetti residenti nel territorio dello stato – art. 19, comma 13 D.L. n. 201/20114041, 4044,4045
“1942” interessi per ravvedimento – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero a qualsiasi uso destinati da soggetti residenti nel territorio dello stato – art. 19, comma 13 D.L. n. 201/20114041, 4044,4045

Se ti trovi in quest’ultima casistica di consiglio di leggere questo contributo per un approfondimento: “ravvedimento operoso quadro RW.

Consulenza fiscale immobili detenuti all’estero

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla disciplina riguardante la corretta compilazione del quadro RW, per la determinazione dell’IVIE, avrai a disposizione la mia esperienza sul campo. Posso assicurarti che sono tante le possibilità di commettere errore, o di non corretta indicazione del valore del tuo immobile all’estero. Per questo occorre prestare la dovuta attenzione.

Affidati sempre ad un professionista esperto per questo tipo di gestione fiscale. Se hai una situazione particolare, oppure se ti sei dimenticato di effettuare il monitoraggio fiscale, non disperare. In molti casi è ancora possibile intervenire, tramite l’istituto del ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Naturalmente è necessario analizzare la tua situazione in modo completo e dettagliato.

Per questo motivo se hai un quesito riguardante la tua situazione personale puoi usufruire del servizio di consulenza fiscale online. Segui il link seguente e compila il form per metterti direttamente in contatto con me. Analizzerò la tua situazione e sarò in grado di farti un preventivo per risolvere la tua situazione.

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