La riforma degli affitti brevi è legge: cosa cambierà?

IL Dl Anticipi ha regolamentato gli affitti brevi. E’ stato introdotto il CIN ed è stata innalzata la cedolare secca al 26%

Il 14 dicembre è arrivato il via libera definitivo della Camera al DL Anticipi che ha introdotto importanti novità nel settore degli affitti brevi. Non vi sono cambiamenti rispetto alla prima formulazione con cui era già stata approvata al Senato. La riforma degli affitti brevi ha aggiunto diverse novità che impattano sia sui proprietari di immobili che sulle piattaforme di intermediazione come Airbnb e Booking.

Vediamo nel dettaglio quali sono queste novità che riguardano il mondo degli affitti brevi.

Sei pronto?!? Si comincia!!!

Riforma affitti brevi: i principali cambiamenti della riforma

Vediamo qui di seguito quali sono le principali novità previste dalla riforma affitti brevi:

  • Assegnazione del Codice Identificativo Nazionale (CIN): il Ministero del Turismo assegnerà un CIN alle unità immobiliari a contratti di locazione per finalità turistiche, comprese le locazioni brevi, e alle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere;
  • Obblighi di comunicazione e di Sicurezza: tutte le unità immobiliari destinate a locazione turistica breve, dovranno essere dotate di dispositivi per la rilevazione di gas e combustibili e monossido di carbonio, nonché di estintori portatili. E’ stato introdotto l’obbligo di SCIA, segnalazione certificata di inizio attività, presso lo sportello SUAP del Comune di ubicazione;
  • Esposizione e indicazione del CIN: i locatori sono tenuti ad esporre il CIN all’esterno dell’immobile e ad indicarlo nell’annuncio pubblicato;
  • Sanzioni: per l’assenza del CIN vengono stabilite sanzioni pecuniarie da 800 euro a 8.000 euro. Per la mancata esposizione del CIN, sono previste sanzioni da 500 a 5.000 euro. Per la mancata presentazione della SCIA, sono previste sanzioni da 2.000 a 10.000 euro. Infine, per la locazione di immobili prive dei requisiti di sicurezza, sono previste sanzioni da 600 a 6.000 euro.

Codice Identificativo Nazionale: come funziona?

Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è un’innovazione introdotta nel settore degli affitti brevi.

Tale codice verrà rilasciato dal Ministero del Turismo tramite una procedura automatizzata. Il locatore dovrà presentare un’istanza telematica, contenente i dati castali e, nel caso di locazioni svolte in forma imprenditoriale, l’attestazione dei requisiti di sicurezza degli impianti. Tali dati verranno trasmessi ad una banca dati nazionale di tutte le strutture turistiche presenti sul territorio italiano di prossima istituzione.

Nel caso in cui la struttura abbia già un codice regionale, l’ente territorialmente competente sarà tenuto all’automatica ri-codificazione dei codici precedentemente assegnati. Il locatore, per ottenere il CIN, dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva che attesti i dati castali dell’immobile. Per il rilascio del CIN è necessario che gli immobili destinati a locazioni brevi, siano dotati di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio.

L’Agenzia delle Entrate e la la Guarda di Finanza hanno il compito di effettuare controlli per individuare i soggetti che non rispettano la normativa relativa agli affitti brevi. L’obiettivo del governo è quello di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e garantire la sicurezza degli immobili adibiti a locazione breve.

Riforma affitti brevi: cedolare secca al 26%

La Legge di Bilancio 2024 ha previsto l’incremento della cedolare secca al 26%in caso di destinazione alla locazione breve di più di un appartamento per ciascun periodo d’imposta. Mentre la ritenuta effettuata dai portali telematici sulle locazioni avvenute per il tramite delle proprie piattaforme rimane al 21%. In caso di destinazione alla locazione breve di più di un appartamento per ciascun periodo d’imposta, tale ritenuta sarà opera a titolo d’acconto e non più a titolo d’imposta.

Per completezza riportiamo qui di seguito il testo dell’emendamento:

“Ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve si applica l’aliquota del 26 per cento in caso di opzione per l’imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca. L’aliquota è ridotta al 21 per cento per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve relativi ad un’unità immobiliare individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.”

La riforma affitti brevi: conclusioni

Tutte le novità in tema di affitti brevi, dal 2024 possono ormai considerarsi definitive. Come avrai visto leggendo questo contributo vi sono importanti novità nel settore delle locazioni brevi. Inoltre, sono previste pesanti sanzioni in caso di violazione delle novità fissate dalla riforma affitti brevi.

Per qualsiasi dubbio, ti invito a contattarmi al link che troverai qui di seguito.

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