Lettere di compliance anno 2020: cosa fare

L’Agenzia delle Entrate ha avviato i controlli sulle dichiarazione dei redditi e modelli 730 relativi ai redditi 2020. Migliaia di contribuenti stanno ricevendo lettere di compliance dall’Agenzia delle Entrate per l’anno 2020. IN caso di errore il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione presentando una dichiarazione integrativa e versando le sanzioni in misura ridotta.

L’Agenzia delle Entrate ha iniziato i controlli sulle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2020.

Negli ultimi giorni stano arrivando migliaia di lettere di compliance anno 2020 ai contribuenti relative a incongruenze riscontrate non solo sui redditi da lavoro dipendente, assimilati o lavoro autonomo, ma anche i dati delle locazioni non dichiarate.

Il documento è un invito a procedere all’adempimento spontaneo, cioè a regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso.

Vediamo nel dettaglio in questo contributo quali sono gli step da fare quando riceviamo una lettera di compliance e cosa succede in caso di inerzia da parte del contribuente.

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Lettere di compliance anno 2020: a quali soggetti e come viene inviata

Le comunicazioni sono inviate ai contribuenti che, sulla base dei dati in possesso
dell’Agenzia, non hanno compilato correttamente la dichiarazione annuale dei redditi (modello Redditi Persone fisiche o 730).
In particolare, si tratta di contribuenti persone fisiche che risultano aver percepito e non dichiarato (o dichiarato solo in parte) uno o più dei seguenti redditi:

  • redditi dei fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili (compresi quelli per i quali si è scelto il regime della “cedolare secca”);
  • redditi di lavoro dipendente o di pensione;
  • assegni periodici corrisposti dal coniuge, a seguito di separazione, divorzio o
    annullamento del matrimonio;
  • redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali;
  • redditi di capitale relativi agli utili e agli altri proventi equiparati corrisposti da società di capitale o enti commerciali e altri redditi di capitale;
  • altri redditi (redditi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionali, redditi diversi);
  • redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arte o professione abituale, compresi quelli in regime di vantaggio (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) e quelli in regime forfetario.

Le possibili irregolarità sono state riscontrate dall’Agenzia delle Entrate attraverso il confronto dei dati in suo possesso con quelli dichiarati dai contribuenti nel modello 730 o nel modello Redditi Persone fisiche).

Le comunicazioni sono inviate tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) ovvero per posta ordinaria nei casi di indirizzo PEC non attivo o non registrato nel pubblico elenco istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. E’ possibile visualizzare la lettera di compliance accedendo al “Cassetto fiscale” dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa contiene la lettera di compliance?

Il contenuto della comunicazione è rappresentato da un documento principale in cui è specificata la presunta anomalia tra i dati dichiarati dal destinatario e quelli attesi sulla base dei dati incrociati.

Il documento riporta le seguenti informazioni:

  • l’identificativo della comunicazione;
  • i redditi che dai dati presenti in Anagrafe tributaria non risultano dichiarati;
  • una tabella di dettaglio delle categorie reddituali alle quali si riferiscono i redditi segnalati.

Alla lettera sono inoltre allegate le istruzioni sull’utilizzo del “Cassetto fiscale” e di
CIVIS” e sulle “modalità di compilazione della dichiarazione integrativa”.
Nell’apposita sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale, al quale possono accedere
direttamente i contribuenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o
un intermediario delegato, il destinatario della comunicazione trova la lettera già
ricevuta e un prospetto informativo in cui è presente il dettaglio delle anomalie
riscontrate nella dichiarazione dei redditi.
All’interno del cassetto fiscale è disponibile, inoltre:

  • per alcune tipologie di reddito, il prospetto precompilato del quadro dichiarativo da
    rettificare, utile alla compilazione della dichiarazione integrativa;
  • in caso di disponibilità della dichiarazione originariamente presentata da integrare
    o di dichiarazione integrativa già precompilata dall’Agenzia con i dati oggetto della
    comunicazione, sono presenti i collegamenti telematici da utilizzare per la
    predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa;
  • un foglio “Avvertenze” contenente ulteriori informazioni.

Attraverso il canale di assistenza CIVIS, invece, i contribuenti registrati ai servizi
telematici dell’Agenzia delle Entrate possono trasmettere in formato elettronico la
documentazione che ritengono utile per chiarire la loro posizione.

Cosa fare quando si riceve la lettera?

La prima cosa da fare quando si riceve una lettera di compliance è quella di verificare che i rilievi fatti dall’Agenzia delle Entrate siano corretti. Occorre pertanto confrontare i dati presenti nel prospetto informativo e confrontarli con quelli riportati nella dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta oggetto della comunicazione. Dopo questa verifica, il contribuente potrà fornire elementi utili a giustificare, in tutto o in parte, l’anomalia riscontrata o nel caso di errore, presentare una dichiarazione integrativa nella quale indicare i redditi non dichiarati per correggere le irregolarità evidenziare nella comunicazione.

Qualora si abbia la necessità di richiedere ulteriori chiarimenti all’Ufficio in merito al contenuto della lettera di compliace, è possibile attraverso i seguenti canali:

  • al numero verde 800.909.696 da telefono fisso oppure allo 06.96668907 da cellulare, selezionando l’opzione “servizi con operatore > comunicazioni per l’adempimento spontaneo”
  • alla Direzione Provinciale di competenza;
  • a uno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Come comunicare dati o inviare documenti

Il contribuente nel caso in cui non fosse d’accordo con i dati contenuti nella comunicazione, può segnalare all’Agenzia delle Entrate, anche mediante un intermediario abilitato, fatti, elementi e circostanze dalla stessa non conosciuti.

Per fare questo ci si avvale dello strumento denominato CIVIS. Dopo l’invio della documentazione, il sistema assegna un numero di protocollo che identifica l’operazione compiuta. Successivamente, sempre in CIVIS, sarà disponibile una seconda ricevuta che indicherà se i file inviati sono stati accettati o scartati. In caso di scarto, sarà necessario trasmetterli nuovamente.

Come regolarizzare le lettere di compliance anno 2020

Dopo una verifica, se si riconosce di aver commesso gli errori comunicati dall’Agenzia delle Entrate, è possibile tramite il “ravvedimento operoso”.

Vediamo qui di seguito quali sono gli step da seguire per regolarizzare la posizione:

  • si presenta una dichiarazione integrativa;
  • si versano le maggiori imposte dovute e gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • si versano, in misura ridotta, le sanzioni specifiche delle violazioni oggetto di comunicazione e in essa contenute.

La dichiarazione integrativa

Per la presentazione della dichiarazione integrativa occorre utilizzare il modello approvato per il periodo d’imposta in cui la dichiarazione fa riferimento.

Nell dichiarazione integrativa devono essere indicati:

  • i redditi non dichiarati, come indicati nella lettera di compliance;
  • tutti gli altri dati relativi a redditi, oneri e crediti che già erano stati esposti nella dichiarazione originaria e che non richiedano alcuna modifica.

Pertanto, la dichiarazione integrativa, deve contenere tutti i dati dichiarati e non soltanto quelli aggiunti o modificati.

Nella dichiarazione occorre barrare nel frontespizio del modello, l’apposita casella “dichiarazione integrativa”.

Per alcune tipologie di reddito, nel Cassetto Fiscale sarà disponibile una dichiarazione dei redditi integrativa precompilata, con il dettaglio dei quadri da rettificare relativo ai redditi non dichiarati per il 2020.

Alla maggior imposta dovuta, si aggiunge l’obbligo di versare la sanzione che, tramite il ravvedimento operoso, sarà pari al 15 per cento in luogo alla sanzione ordinaria del 90 per cento previsto in caso di dichiarazione dei redditi infedele. In caso di omessa o errata indicazione dei dati relativi ai redditi derivanti da locazione per i quali si era optato per la cedolare secca, la sanzione ordinaria aumenta, e conseguentemente è superiore l’importo documento in caso di applicazione del ravvedimento operoso.

Per la mancata o errata indicazione del canone di locazione, la sanzione ordinaria ravvedibile ammonta al 240 per cento dell’imposta. Mentre, nel caso di dichiarazione infedele, la sanzione ordinaria è pari al 180 per cento.

Per versare le somme dovute (maggiore imposta, interessi e sanzione ridotta) deve essere utilizzato il modello F24. Nell’Apposito campo del modello F24 va riportato il “codice atto” indicato in alto a sinistra nella lettera ricevuta, Qualora il sistema informatico della banca non preveda l’indicazione di questo codice, si potrà comunque procedere al pagamento lasciando il campo vuoto.

Inviti alla compliance: è ammesso il ravvedimento speciale?

La legge di conversione del “decreto Milleproroghe” ha esteso la possibilità di usufruire dell’istituto del ravvedimento speciale anche per le violazioni riguardanti le dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.

L’agevolazione consiste nel pagamento delle sanzioni nella misura di 1/18 del minimo editabile irrogabile. In caso di rateazione delle somme, il mancato pagamento, anche parziale, di una rata entro il termine di scadenza della rata successiva comporta la perdita del beneficio della dilazione e le somme residue sono iscritte a ruolo con applicazione della sanzione ordinaria e degli interessi.

Tuttavia, non è possibile sanare tramite il ravvedimento speciale:

  • le irregolarità emerse dal controllo automatizzato delle dichiarazioni, definibili ai sensi dei commi da 153 a 159 dell’articolo 1, legge 197/2022, nonché le violazioni di natura formale, regolarizzabili ai sensi dei successivi commi da 166 a 173;
  • le irregolarità relative agli obblighi di monitoraggio degli investimenti detenuti all’estero ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167.

Il ravvedimento speciale non può essere utilizzato per violazioni già contestate dall’Agenzia delle Entrate. Pertanto, tale istituto non potrà essere utilizzato per regolarizzare le lettere di compliance.

Lettera di compliace: in risposta alla “non risposta” il Fisco procede con l’accertamento

Il contribuente che non risponde alla lettera di compliance rischia un accertamento. In un documento del direttore dell’Agenzia delle Entrate si legge dell’insuccesso delle lettere di compliance e all’incentivo agli Uffici ad avviare la procedura di controllo nei casi in cui i destinatari di comunicazioni non abbiano regolarizzato la propria posizione.

Lettere di compliance anno 2020: Conclusioni e Consulenza

Se hai ricevuto una lettera di compliance anno 2020, restare fermo è sicuramente la scelta peggiore che hai a disposizione. Considera che il tempo è fondamentale in ogni decisione, in quanto la tempestività di intervento è importante per evitare che l’Agenzia delle Entrate proceda con l’attività di accertamento.

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