Lettere di compliance per redditi e attività finanziarie estere

L’Agenzia delle Entrate sta inviando migliaia di lettere di compliance per redditi e investimenti esteri volte a comunicare ai contribuenti interessati la non compliace rispetto alla normativa sul monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere per il periodo d’imposta 2020.

Tutti i contribuenti residenti fiscalmente in Italia sono tenuti a comunicare, ai fini del monitoraggio fiscale, delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

Attraverso il provvedimento n. 439255/2022 ( 29 novembre 2022) l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le modalità attuative per l’invio ai contribuenti delle lettere di compliance relative alle attività patrimoniali e finanziarie estere non dichiarate o non dichiarate correttamente. Questo, sia per gli obblighi relativi al monitoraggio fiscale che quelli relativi ai redditi di fonte estera.

Quest’anno si tratta delle irregolarità a partire dal periodo d’imposta 2020. Si tratta di lettere con le quali l’Agenzia, tramite le informazioni ottenute dallo scambio di informazioni con le Autorità fiscali estere, invita a sanare le eventuali irregolarità dichiarative. L’obiettivo di queste comunicazioni è quello di favorire l’emersione spontanea delle irregolarità da parte del contribuente e di sanare la situazione tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

Lettere di compliance frutto dello scambio automatico di informazioni fiscali in ambito internazionale

La progressiva entrata in funzione delle diverse forme di scambio di informazioni di matrice Europea e Convenzionale, ha portato l’Agenzia delle delle Entrate ad avere a disposizione una mole importante di informazioni. Si tratta di dati potenzialmente utili all’identificazione delle fattispecie di carattere evasivo ed elusivo a livello trasfrontaliero. Lo scambio automatico di informazioni relativo ai redditi e alle attività finanziarie detenute all’estero, consente all’Agenzia delle Entrate di disporre di tante informazioni che fino a qualche anno fa non erano disponibili.

Le lettere di compliance sono comunicazioni con le quali i contribuenti vengono messi a conoscenza di eventuali anomalie nella compilazione del quadro RW del modello Redditi P.F. e di eventuali quadri dichiarativi collegati (RL, RT ed RM).

Prima di entrare nel dettaglio sulle problematiche legate alla ricezione delle lettere di compliance, vediamo quali sono gli obblighi di monitoraggio fiscale.

Monitoraggio Fiscale Delle Attività Finanziarie Estere

Tutti i contribuenti fiscalmente residenti in Italia sono chiamati ad un adempimento obbligatorio, ovvero il “monitoraggio fiscale“. La disciplina sul monitoraggio delle attività patrimoniali e finanziarie estere è stata introdotta nel nostro ordinamento con la Legge n. 227/90.

L’obiettivo del monitoraggio fiscale è quello di porre un limite alle movimentazioni finanziarie tra stati diversi dettate esclusivamente da motivazioni a carattere fiscale. Negli anni gli accordi sulla cooperazione informativa tra gli Stati si sono notevolmente intensificati. Dagli accordi che riguardano i soli Stati UE, si è passati ad accordi internazionali come il CRS (“Common Reporting Standard“), oppure il FATCA, di matrice USA. Oggi il monitoraggio fiscale rappresenta sicuramente uno degli adempimenti più odiati dai contribuenti. Infatti, i contribuenti interessati dal possesso (o dall’essere titolari effettivi) di attività finanziarie e patrimoniali detenuti all’estero sono obbligati a dover dichiarare queste attività in dichiarazione dei redditi. Inoltre, al sussistere di alcune condizioni, obbliga i soggetti obbligati al pagamento delle imposte patrimoniali, che sono:

  • Ivie: per gli immobili detenuti all’estero;
  • Ivafe: per le attività finanziarie.

L’obbligo di adempiere al monitoraggio fiscale rappresenta uno strumento per l’Amministrazione finanziaria al fine di acquisire maggiori informazioni per poter svolgere la propria attività di controllo relativamente ai patrimoni detenuti all’estero.

Il numero delle lettere di compliance sta crescendo di anno in anno. Questo deriva dalla sempre maggiore adesione di paesi stranieri nei confronti di accordi sullo scambio automatico di informazioni.

Vediamo qui di seguito, quali attività patrimoniali e finanziarie sono oggetto di segnalazione.

Detenzione e disponibilità di attività finanziarie estere

Ai fini del monitoraggio fiscale, un aspetto importante riguarda la detenzione delle attività finanziarie estere. L’obbligo di monitoraggio, si manifesta indipendentemente dalla modalità con cui il contribuente residente ha assunto la detenzione dell’attività finanziaria estera:

  • A titolo gratuito ( ad esempio, per donazione o successione) o
  • A titolo oneroso.

L’obbligo di monitoraggio nel modello Redditi delle attività finanziarie estere nasce quando, congiuntamente, il soggetto abbia il potere di disporre del bene e abbia il possesso del reddito che ritrae dallo stesso. Nel caso in cui, invece, l’attività finanziaria all’estero sia in comunione o cointestata a più soggetti, ognuno di questi ha l’obbligo di presentazione del quadro RW. Ogni titolare ha l’obbligo di indicazione con riferimento all’intero valore del bene e con l’indicazione della percentuale di possesso. L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 38/E/2013 ha chiarito che, sono tenuti al monitoraggio fiscale anche i soggetti che hanno la semplice disponibilità o la possibilità di movimentazione dell’attività finanziaria estera ( es. i soggetti con delega al prelievo su conto corrente estero). Non sono invece tenuti a compilare il quadro RW i soggetti che hanno solo il potere di firma sul conto corrente estero.

Valore delle attività finanziarie estere

Per le attività finanziarie estere il valore fiscalmente rilevante è costituito dal costo di acquisto o dal valore di mercato. Le attività estere di natura finanziaria sono costituite dalle attività da cui scaturiscono redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria estera. Vediamo qui di seguito quali possono essere le attività finanziarie estere:

  • Partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • Finanziamenti;
  • Polizze di assicurazione sulla vita stipulate con compagnie di assicurazione estere;
  • Metalli preziosi allo stato grezzo o monetato detenuti all’estero;
  • Attività finanziarie italiane detenute all’estero;
  • Attività di natura finanziaria italiane detenute in Italia per il tramite di fiduciarie estere o di soggetti esteri interposti).

Le attività finanziarie devono essere in ogni caso indicate ai fini del monitoraggio fiscale. Mentre per i conti correnti esteri, l’obbligo del monitoraggio fiscale sussiste solo nel caso in cui il valore massimo complessivo nel singolo periodo d’imposta eccede la soglia giornaliera di 15.000.

Il valore delle attività finanziarie estere da indicare nel quadro RW è paria al valore di mercato rilevato al termine del periodo d’imposta. In caso di attività finanziarie non quotate in mercati regolamentati, il valore nominale o il valore di rimborso o, in mancanza, il costo di acquisto.

Lettere di Compliance: Soggetti interessati

Abbiamo visto fino ad ora quali sono le attività oggetto di monitoraggio ed il valore finanziaria che lo identifica. Se rientri tra questi soggetti devi verificare di aver correttamente presentato la dichiarazione dei redditi compilando il quadro RW del Modello Redditi. Qualora tu non abbia compilato il quadro o compilato in modo errato, potresti essere tra i destinatari di una lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate.

Possono rientrare tra i soggetti destinatari delle lettere di compliance i seguenti soggetti:

  • Tutti i cittadini italiani, anche se iscritti all’AIRE. In quanto, la loro residenza fiscale potrebbe essere comunque attratta nel territorio dello Stato;
  • Cittadini esteri iscritti nell’Anagrafe della popolazione residente in Italia. Oppure soggetti esteri per i quali la residente fiscale, sulla base di analoghe considerazioni circa elementi di fatto, viene comunque attratta in Italia.

Lettera di Compliance: contenuto della comunicazione

Cosa contiene la lettera di compliance?

Il contenuto della comunicazione è rappresentato da un documento principale in cui è specificata la presunta anomalia tra i dati dichiarati dal destinatario e quelli attesi sulla base dei dati incrociati.

Il documento riporta le seguenti informazioni:

  • l’identificativo della comunicazione;
  • i redditi che dai dati presenti in Anagrafe tributaria non risultano dichiarati;
  • una tabella di dettaglio delle categorie reddituali alle quali si riferiscono i redditi segnalati.

Alla lettera sono inoltre allegate le istruzioni sull’utilizzo del “Cassetto fiscale” e di
CIVIS” e sulle “modalità di compilazione della dichiarazione integrativa”.
Nell’apposita sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale, al quale possono accedere
direttamente i contribuenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o
un intermediario delegato, il destinatario della comunicazione trova la lettera già
ricevuta e un prospetto informativo in cui è presente il dettaglio delle anomalie
riscontrate nella dichiarazione dei redditi.
All’interno del cassetto fiscale è disponibile, inoltre:

  • per alcune tipologie di reddito, il prospetto precompilato del quadro dichiarativo da
    rettificare, utile alla compilazione della dichiarazione integrativa;
  • in caso di disponibilità della dichiarazione originariamente presentata da integrare
    o di dichiarazione integrativa già precompilata dall’Agenzia con i dati oggetto della
    comunicazione, sono presenti i collegamenti telematici da utilizzare per la
    predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa;
  • un foglio “Avvertenze” contenente ulteriori informazioni.

Attraverso il canale di assistenza CIVIS, invece, i contribuenti registrati ai servizi
telematici dell’Agenzia delle Entrate possono trasmettere in formato elettronico la
documentazione che ritengono utile per chiarire la loro posizione.

Cosa fare quando si riceve la lettera?

La prima cosa da fare quando si riceve una lettera di compliance è quella di verificare che i rilievi fatti dall’Agenzia delle Entrate siano corretti. Occorre pertanto confrontare i dati presenti nel prospetto informativo e confrontarli con quelli riportati nella dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta oggetto della comunicazione. Dopo questa verifica, il contribuente potrà fornire elementi utili a giustificare, in tutto o in parte, l’anomalia riscontrata o nel caso di errore, presentare una dichiarazione integrativa nella quale indicare i redditi non dichiarati per correggere le irregolarità evidenziare nella comunicazione.

Qualora si abbia la necessità di richiedere ulteriori chiarimenti all’Ufficio in merito al contenuto della lettera di compliace, è possibile attraverso i seguenti canali:

  • al numero verde 800.909.696 da telefono fisso oppure allo 06.96668907 da cellulare, selezionando l’opzione “servizi con operatore > comunicazioni per l’adempimento spontaneo”
  • alla Direzione Provinciale di competenza;
  • a uno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Come comunicare dati o inviare documenti

Il contribuente nel caso in cui non fosse d’accordo con i dati contenuti nella comunicazione, può segnalare all’Agenzia delle Entrate, anche mediante un intermediario abilitato, fatti, elementi e circostanze dalla stessa non conosciuti.

Per fare questo ci si avvale dello strumento denominato CIVIS. Dopo l’invio della documentazione, il sistema assegna un numero di protocollo che identifica l’operazione compiuta. Successivamente, sempre in CIVIS, sarà disponibile una seconda ricevuta che indicherà se i file inviati sono stati accettati o scartati. In caso di scarto, sarà necessario trasmetterli nuovamente.

Dopo una verifica, se si riconosce di aver commesso gli errori comunicati dall’Agenzia delle Entrate, è possibile tramite il “ravvedimento operoso”.

Vediamo qui di seguito quali sono gli step da seguire per regolarizzare la posizione:

  • si presenta una dichiarazione integrativa;
  • si versano le maggiori imposte dovute e gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • si versano, in misura ridotta, le sanzioni specifiche delle violazioni oggetto di comunicazione e in essa contenute.

La dichiarazione integrativa

Per la presentazione della dichiarazione integrativa occorre utilizzare il modello approvato per il periodo d’imposta in cui la dichiarazione fa riferimento.

Nell dichiarazione integrativa devono essere indicati:

  • i redditi non dichiarati, come indicati nella lettera di compliance;
  • tutti gli altri dati relativi a redditi, oneri e crediti che già erano stati esposti nella dichiarazione originaria e che non richiedano alcuna modifica.

Pertanto, la dichiarazione integrativa, deve contenere tutti i dati dichiarati e non soltanto quelli aggiunti o modificati.

Nella dichiarazione occorre barrare nel frontespizio del modello, l’apposita casella “dichiarazione integrativa”.

Il regime sanzionatorio

Vediamo adesso qual’è il regime sanzionatorio legato al monitoraggio fiscale.

Omessa o irregolare presentazione del quadro RW

La mancata compilazione del quadro RW nel caso in cui la presentazione dello stesso è richiesta ai fini del monitoraggio fiscale costituisce una violazione formale.

A tale omissione si ritiene applicabile il regime sanzionatorio previsto dall’articolo 5 del D.L. n. 167/90, modificato dalla Legge n. 97/2013 (“Legge Europea 2013”).

Regime che prevede le seguenti sanzioni per le omissioni legate al monitoraggio fiscale:

  • €. 258 in caso di presentazione del quadro RW tardivo, entro 90 giorni dal termine ordinario;
  • Dal 3% al 15% di quanto non dichiarato è detenuto in Paesi non Black List;
  • Dal 6% al 30% di quanto non dichiarato è detenuto in Paesi Black List.

In relazione alle sanzioni legate al monitoraggio fiscale opera il cumulo giuridico, previsto dall’art. 12 del D.Lgs n. 472/1997.

Pertanto, in caso di pluralità di violazioni commesse si applica la sanzione per la violazione più grave aumentata da un quarto al doppio, se si tratta di violazioni su un unico periodo d’imposta.

Sanzioni per omessa o irregolare determinazione dell’IVAFE

Il quadro RW del modello Redditi Persone fisiche deve essere compilato anche ai fini della liquidazione dell’IVAFE, ovvero dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero. L’omessa o irregolare determinazione dell’IVAFE comporta l’applicazione della sanzione prevista in caso di dichiarazione infedele, che va dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta. Per effetto del ravvedimento operoso, la sanzione è ridotta ad un sesto (1/6), in base all’art. 13, comma 1, lett. b)-ter, del D. Lgs. n. 472/97.

Sanzioni relative ai redditi di fonte estera non dichiarati

Qualora oltre alle violazioni legate al monitoraggio fiscale, vi siano anche redditi di fonte estera non dichiarati, si applica le sanzioni da dichiarazione infedele. Tale disciplina, come previsto dall’art. 1 comma 2 del D.Lgs. n. 471/97, l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria che va dal 90% al 180% della maggiore imposta.

La sanzione è aumentata di 1/3 qualora si tratti di redditi di fonte estera non dichiarati.

Presunzioni legali e sanzioni per attività detenute in paradisi fiscali

Per le attività detenute in paradisi fiscali prevede il raddoppio dei termini di accertamento per:

  • L’applicazione della presunzione di cui art. 12 del D.Lgs n. 78/09, legato al fatto che le attività estere non dichiarate e detenute in paradisi fiscali, salvo prova contraria, si considerano prodotti con redditi sottratti a tassazione. Si tratta di una presunzione legale relativa con inversione dell’onere della prova in capo al contribuente;
  • L’irrogazione della sanzioni relative alle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale di cui all’art. 4 del D.L. n. 167/90 per le attività detenute nei paradisi fiscali. Tale presunzione del raddoppio dei termini non trova applicazione se il contribuente ha provveduto ad effettuare il ravvedimento del quadro RW.

in caso di investimenti in Paesi black list la sanzione per le violazioni da quadro RW va dal 6% al 30%.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 38/E/2013 ha chiarito che i riferimenti ai paesi BL va effettuato ai Paesi inclusi:

  • Nel DM 4.5.199 in materia di trasferimento di residenza delle persone fisiche;
  • Nel DM 21.11.2001 relativo alla disciplina sulle Controlled Foreign Companies.

Lettere di compliace per redditi esteri: Conclusioni e Consulenza

Se hai ricevuto una lettera di compliance, restare fermo è sicuramente la scelta peggiore che hai a disposizione. Considera che il tempo è fondamentale in ogni decisione, in quanto la tempestività di intervento è importante per evitare che l’Agenzia delle Entrate proceda con l’attività di accertamento.

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