Plusvalenze immobiliari realizzate da non residenti: tassazione

Tassazione delle plusvalenza immobiliari realizzate da non residenti: le novità contenute nella legge di Bilancio 2023.

La Legge di Bilancio 2023 ha modificato il regime di tassazione delle plusvalenze realizzate da non residenti mediante la cessione a titolo oneroso di partecipazioni il cui valore deriva principalmente da immobili localizzati in Italia.

Le plusvalenze realizzate da soggetti esteri saranno tassate in Italia se i redditi prodotti sono collegati in misura maggiore del 50 per cento a beni situati nel territorio italiano.

Vediamo nel dettaglio quali sono le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2023 in materia di tassazione delle plusvalenze immobiliari realizzate da non residenti.

Cosa si intende per plusvalenze?

Prima di entrare nel merito alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2023 sulla tassazione delle plusvalenze immobiliari realizzate da soggetti non residenti, vediamo cosa si intende con il termine plusvalenze.

Con il termine plusvalenze in ambito economico, si intende un incremento di valore registrato in un periodo di tempo specifico da beni mobili e immobili. Questo genera un aumento di ricchezza che, sotto il profilo fiscale, di traduce in un aumento della capacità contributiva e di conseguenza soggetto a tassazione secondo le normative vigenti in ciascuno stato.

Quali sono le novità sulle plusvalenze per i soggetti esteri nella Legge di Bilancio 2023?

La Legge di Bilancio 2023 ha previsto una modifica della normativa intervenendo sia sul TUIR e il D.Lgs. n. 461/97.

Come avviene per tutti i redditi prodotti su territorio italiano, anche le plusvalenze collegate a beni situati in Italia saranno considerate come ricchezze prodotte all’interno del territorio nazionale.

Nello specifico la novità riguarda la vendita di partecipazioni appartenenti a società estere e/o enti il cui valore derivi per il più del 50 per cento da immobili situati sul territorio nazionale.

Questa si applica esclusivamente per le operazioni effettuate in mercati non regolamentati.

La Legge di Bilancio 2023 va a modificare l’art 23 del Tuir che disciplina la tassazione dei redditi prodotti in Italia da soggetti residenti.

Le modifiche riguardano l’introduzione nell’art. 23 del Tuir, di un comma 1-bis che, disciplina tutti i casi in cui le plusvalenze sono soggette a tassazione in Italia e quelli in cui non lo sono.

Di seguito riporto il comma in oggetto:

“1-bis. I redditi diversi realizzati mediante la cessione a titolo oneroso di partecipazion in società ed enti non residenti, il cui valore, per più della metà, deriva in qualsiasi momento nel corso dei trecentosessantacinque giorni che precedono la loro cessione, direttamente o indirettamente, da beni immobili situati in Italia si considerano prodotti nel territorio dello Stato. La disposizione del primo periodo non si applica con riferimento alla cessione di titoli negoziati in mercati regolamentati.

Con il comma 2, invece, la nuova norma va a modificare l’art. 5 del D.Lgs. n. 461/97 inserendo il comma 5-bis.

Riporto qui di seguito il comma in oggetto:

“5-bis. Le disposizioni del comma 5 non si applicano ai redditi diversi dalla cessione di partecipazioni in società ed enti, non negoziate in mercati regolamentati, il cui valore, per più della metà, deriva, in qualsiasi momento nel corso dei trecentosessantacinque giorni che precedono la loro cessione, direttamente o indirettamente, da beni immobili situati nel territorio dello Stato.”

Quando non si applicano queste disposizioni?

Vediamo qui di seguito in quali casi non si applicano le disposizioni di cui sopra:

  • Sono esclusi sia gli immobili merce che gli immobili strumentali;
  • Non si applicano alle plusvalenze realizzate realizzate da organismi di investimento collettivo del risparmio esteri conformi alla direttiva 2009/65/Ce e a quelli non conformi alla direttiva il cui gestore è soggetto a forme di vigilanza ai sensi della direttiva 2011/61/Ue, istituiti negli Stati Ue/See che consentono un adeguato scambio di informazioni.

Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2023, sono soggette ad imposta sostitutiva del 26% le plusvalenze immobiliari, che rispettano i i requisiti visti precedentemente, realizzate da soggetti esteri, fatta salva la possibilità di applicare una Convenzione contro le doppie imposizioni che preveda la tassazione solo nello Stato di residenza fiscale del cedente.

Plusvalenze immobiliari da non residenti: Conclusioni e Consulenza

Come avrai visto leggendo questo contributo, le plusvalenze realizzate da soggetti esteri saranno tassate in Italia se i redditi prodotti sono collegati in misura maggiore del 50 per cento a beni situati nel territorio italiano.

Se desideri approfondire la tua situazione, ti invito a contattarmi al link che troverai qui di seguito.

Lascia un commento