Ravvedimento Lipe: sanzioni e come regolarizzare

Ravvedimento operoso lipe 2024: L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa che va da 500 a 2.000 euro. Vediamo le regole da seguire per l’invio della Lipe oltre il termine di scadenza, importi e modalità di calcolo.

Tutti i soggetti passivi IVA, sono obbligati alla predisposizione ed all’invio telematico della comunicazione liquidazione periodica IVA (c.d. “LIPE”). La comunicazione deve essere presentata utilizzando il modello approvato con provvedimento n. 62214 da parte dell’Agenzia delle Entrate il 21.3.2018. Il modello Lipe si compone del frontespizio e di un unico quadro (quadro VP)

In questo contributo ci concentreremo sull’aspetto sanzionatorio della comunicazione della liquidazione periodica IVA. In particolare, vedremo come è possibile ridurre le sanzioni tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

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Che cos’è la LIPE?

La comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA è un adempimento fiscale, introdotto dalla Legge di Bilancio, dove, i soggetti obbligati a tale adempimento, sono tenuti a comunicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta, ai sensi dell’art. 21- bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

L’obiettivo della Lipe è quello di favorire la regolarizzazione spontanea delle violazioni Iva. L’Agenzia delle Entrate, una volta acquisiti i dati delle liquidazioni Iva, analizza le informazioni confrontandoli con i dati in suo possesso. Qualora dal controllo emerga un carente versamento d’imposta, l’Agenzia delle Entrate emetterà nei confronti del contribuente una comunicazione di anomalia. Se deisideri approfondire questo aspetto, ti consiglio di leggere questo contributo: “Comunicazione anomalia lipe: arrivano via pec“. Il contribuente potrà comunque provvedere alla regolarizzazione tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

L’obbligo comunicativo sussiste anche nei casi in cui dalla liquidazione emerge un’eccedenza a credito.

Quali sono i soggetti obbligati all’invio delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE)?

Sono tenuti alla comunicazione liquidazione periodica iva tutti i titolari partita Iva, a prescindere dalla periodicità della liquidazione Iva. Come previsto dall’art. 21-bis del D.L. n. 78/10, devono presentare la Comunicazione liquidazione Iva:

  • I soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione abituale (art. 4 e 5 DPR n. 633/1972);
  • Le società di persone, le società di capitali;
  • Le stabili organizzazioni in Italia di società estere;
  • I soggetti esteri che operano in Italia con identificazione diretta;
  • I soggetti esteri che operano in Italia con rappresentante fiscale.

L’obbligo di predisporre la comunicazione LIPE prescinde dalla periodicità (mensile o trimestrale) della liquidazione IVA del contribuente.

Quali sono i soggetti esonerati dalla presentazione della Lipe?

Vediamo adesso quali sono i soggetti esclusi dalla comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva, come previsto dall’art. 21-bis, comma 3 del D.L. n. 78/10, ovvero:

  • Soggetti nel regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015);
  • Contribuenti minimi, ai sensi dell’art. 27, comma 1 e 2, del D.L. n. 98/2011;
  • Soggetti passivi che effettuano esclusivamente operazioni esenti;
  • Enti associativi che hanno optato per il regime di determinazione del reddito e dell’Iva secondo i criteri forfetari di cui alla L. n. 398/1991;
  • Contribuenti esonerati dalle liquidazioni periodiche IVA;
  • Soggetti esclusi dalla presentazione della Dichiarazione Iva annuale;

L’Agenzia delle Entrate con la FAQ pubblicata il 26 maggio 2017 ha chiarito che non sussiste l’obbligo di invio della Comunicazione LIPE quando non vi siano dati da indicare nel trimestre. Si verifica questa situazione quando il contribuente nel periodo di riferimento non ha effettuato alcuna operazione, né attiva, né passiva.

Tuttavia, nel caso in cui il contribuente, avesse la necessità di riportare un credito dal trimestre precedente, sarà tenuto a dover presentare la LIPE.

Comunicazione Lipe: scadenze

La comunicazione Lipe ha periodicità trimestrale (indipendentemente dalla periodicità di liquidazione dell’IVA). La comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva deve essere inviata dal contribuente entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre.

  • primo trimestre: entro il 31 maggio;
  • secondo trimestre: entro il 16 settembre;
  • terzo trimestre: entro il 30 novembre;
  • quarto trimestre: entro il 28 febbraio;

Con il Decreto “Semplificazioni” è stato modificato il termine di presentazione della LIPE del II trimestre dell’anno, con lo slittamento dal 16 al 30 settembre, già a partire dall’anno 2022.

Per ciascuna liquidazione periodica deve essere compilato un distinto modulo (quadro VP) del modello “Comunicazione liquidazioni periodiche IVA“. Pertanto:

  • contribuenti mensili presentano tre moduli (un modulo per ciascun mese del trimestre di riferimento);
  • contribuenti trimestrali, invece, presentano un unico modulo, relativo al trimestre di riferimento.

Qualora il termine di presentazione della Lipe cada di sabato o di un giorno festivo, esso è posticipato al primo giorno feriale successivo.

Comunicazione Lipe: trasmissione

Per trasmettere la comunicazione trimestrale IVA, occorre preparare un file xml che rispetti le specifiche tecniche e che, in particolare, contenga:

  • I dati identificativi del soggetto a cui si riferisce la comunicazione;
  • I dati delle operazioni di liquidazione IVA effettuate nel trimestre di riferimento;
  • Dati dell’eventuale dichiarante.

Se il contribuente decide di gestire tutto tramite i software gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, tale file:

1) Dovrà essere firmato mediante la funzione Sigillo, di cui al portale fatture e corrispettivi;
2) Andrà controllato sempre mediante l’apposita funzione interna al portale fatture e corrispettivi;
3) Dovrà essere inviato telematicamente.

Vi è la possibilità di incaricare un intermediario abilitato per la predisposizione e trasmissione telematica della Lipe.

Le sanzioni per tardiva o errata presentazione della LIPE

Il D.L. n. 193 del 2016 ha determinato gli aspetti sanzionatori legati alle violazioni in tema di comunicazione liquidazione iva.

L’art. 11, comma 2-ter del D.Lgs. n. 471/97 prevede che l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000. Tale sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni successivi alla scadenza di legge.

Ravvedimento Lipe

Con la circolare 104/E del 2017, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la disciplina sanzionatoria e in particolare del ravvedimento operoso di questo adempimento. Al riguardo, l’Agenzia ha osservato che l’esposta disciplina sanzionatoria è contenuta nell’articolo 11, commi 2-bis e 2-ter, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 con natura amministrativo-tributaria. Pertanto, si evince che risulta applicabile l’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. del 18 dicembre 1997, n. 472.

Per effettuare la regolarizzazione vi sono due modalità:

  1. Effettuare il ravvedimento prima dell’invio del Modello Iva annuale. In questo caso sarà necessario procedere ad un nuovo invio della comunicazione;
  2. Procedere a fare la correzione direttamente in sede di predisposizione del Modello Iva. In questo caso non è necessario procedere ad un nuovo invio della comunicazione.

Per il ravvedimento della mancata (o errata) effettuazione della comunicazione, si applicano le regole ordinarie dettate dall’articolo 13, comma 1, lettera a-bis) e seguenti, del D.Lgs. n. 472 del 1997.

Qui di seguito un prospetto, dell’importo della sanzione, ridotta in base ai termini di versamento:

SANZIONERIDUZIONE CON RAVVEDIMENTODATA DI VERSAMENTO
€ 27,801/9 DI € 250ENTRO 15 GIORNI DALLA DATA DELL’OMISSIONE O ERRORE
€ 55,561/9 DI € 500ENTRO 90 GIORNI DALLA DATA DELL’OMISSIONE O ERRORE
€ 62,501/8 DI € 500ENTRO UN ANNO
DALL’OMISSIONE O ERRORE
€ 71,43 1/7 DI € 500ENTRO 2 ANNI DALL’OMISSIONE O ERRORE
€ 83,331/6 DI € 500OLTRE 2 ANNI DALL’OMISSIONE O ERRORE
€ 1001/5 DI € 500DOPO LA CONTESTAZIONE DELLA VIOLAZIONE

Ravvedimento LIPE in dichiarazione IVA

La correzione della Lipe potrà avvenire anche nella dichiarazione Iva. Questa modalità permette al contribuente di evitare di predisporre ed inviare un altro adempimento. La correzione nella dichiarazione Iva avviene con la compilazione del quadro VH.

Con riferimento agli importi da indicare, si ricorda che:

  • deve essere indicata l’IVA a debito o a credito risultanti dalle dichiarazioni periodiche eseguite, indipendentemente dal fatto che il versamento sia stato effettuato o meno;
  • i righi VH15 (relativo al mese di dicembre) e VH16 (relativo al IV trimestre) dovranno essere compilati indicando il risultato della liquidazione sottratto l’ammontare dell’acconto dovuto.
  • qualora l’importo dovuto non sia superiore al limite di 25,82 euro, comprensivo degli interessi dovuti dai contribuenti trimestrali, il versamento non dovrà essere effettuato. Tuttavia, l’importo deve essere indicato al campo “debiti”, ad indicare il riporto nella liquidazione periodica successiva.
  • per quanto riguarda l’acconto IVA, da indicare al rigo VH17, occorre specificare il metodo di calcolo utilizzato, ovvero: “1” storico, “2” previsionale, “3” analitico-effettivo, “4” soggetti operanti nei settori delle telecomunicazioni, somministrazioni di acqua, energia elettrica, raccolta e smaltimento rifiuti. Il rigo deve essere compilato solo se l’acconto sia dovuto, mentre non deve essere indicato laddove l’acconto non sia dovuto.

Nel caso in cui le liquidazioni periodiche dell’anno 2023 si presentano tutte con saldo pari a zero, e non sia dovuto acconto IVA, e quindi in assenza di dati da inserire nel quadro VH, sarà sufficiente barrare la casella “VH” nel riquadro “Quadri compilati”.

Correzione successiva alla presentazione della dichiarazione Iva

Qualora gli errori non vengano corretti in sede di presentazione della dichiarazione Iva, sarà possibile presentare una dichiarazione integrativa. In questo caso, sarà necessario versare la sanzione per infedele dichiarazione ( ridotta tramite l’istituto del ravvedimento operoso).

Se desideri approfondire il ravvedimento operoso in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa, ti consiglio di leggere il seguente contributo: “Dichiarazione integrativa a sfavore: sanzioni e ravvedimento“.

Ravvedimento Lipe: compilazione modello F24

Qui di seguito, vediamo in modo operativo come si compila il modello F24 in caso di ravvedimento operoso con pagamento entro 15 giorni.

CODICE TRIBUTORATEAZIONE/REGIONE/PROV.ANNO DI RIFERIMENTOIMPOSTA A DEBITO
8911202327,80
I campi da compilare sono i seguenti:
  • codice tributo: 8911;
  • rateazione/regione/prov/mese rif: da non compilare;
  • anno di riferimento: anno d’imposta cui si effettua il pagamento;
  • importi a debito versati: indicare l’importo a debito;
  • importo a credito compensati: da non compilare;
  • TOTALE A: somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario;
  • TOTALE B: somma degli importi a credito indicati nella Sezione Erario, da non compilare se non sono presenti importi a credito;
  • Saldo (A-B): indicare il saldo (TOTALE 4 – TOTALE B);
  • codice ufficio: da non compilare;
  • codice atto: da non compilare.

E’ opportuno precisare che tutti i titolari di partita Iva hanno l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente con modalità telematiche.

I versamenti con modalità telematiche possono essere effettuati:

  1. direttamente:
  • mediante i servizio telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (“F24 web” e “F24 online”) utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • mediante i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento).
  • tramite gli intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.) che:

2. tramite gli intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.) che:

  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e aderiscono a una specifica convenzione con la medesima Agenzia (servizio “F24 cumulativo”)
  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e utilizzano il servizio “F24 addebito unico” (Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 giugno 2007)
  • si avvalgono dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

Ravvedimento Lipe: esempio pratico

Vediamo il caso di omessa comunicazione della liquidazione periodica relativa al primo trimestre del 2024, la cui scadenza è fissata per il 31 maggio, qualora il contribuente decida di ravvedersi, dovrà effettuare i seguenti versamenti:

a) si ravvede entro il 15 giugno. Assolve l’obbligo comunicativo e versa Euro 27,78 si sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.Lgs. n. 472 del 1997 che permette di ridurre la sanzione base di Euro 250 ad 1/9.

b) si ravvede entro il 29 luglio. Assolve l’obbligo comunicativo e versa Euro 55,56 si sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.Lgs. n. 472 del 1997 che permette di ridurre la sanzione base di Euro 500 ad 1/9.

c) si ravvede entro il 30 aprile 2025, se nella Dichiarazione IVA 2023 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2025) sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, deve versare Euro 62,50. Ovvero, la sanzione base di euro 500 ridotta a 1/8, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 472 del 1997;

d) si ravvede oltre il 30 aprile 2025, se nella Dichiarazione IVA 2023 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2025) non sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa. Pertanto sarà necessario presentare la dichiarazione integrativa versando la relativa sanzione alla quale si aggiunge quella di Euro 71,43 (sanzione base di euro 500 ridotta ad 1/7, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 472 del 1997).

Sanatoria errori formali 2023: anche per le Lipe?

Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha chiarito che la sanatoria degli avvisi bonari è applicabile anche anche agli avvisi da controllo automatizzato delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE).

La sanatoria degli avvisi bonari è riservata:

  • agli avvisi bonari relativi ai periodi d’imposta 2019, 2020 e 2021, anche se recapitati successivamente all’entrata in vigore della legge di Bilancio, per i quali non sia scaduto il periodo di 30 giorni previsto per il pagamento con la sanzione ridotta del 10%;
  • gli avvisi bonari il cui pagamento rateale risulti in corso al 1° gennaio 2023.

La risposta del Ministero dell’Economia ha chiarito che le verifiche sulle LIPE sono eseguite sulla base del controllo automatizzato effettuato in base all’articolo 54-bis del DPR 633/1972. Pertanto, rientrano nel perimetro della sanatoria anche le somme dovute a seguito del controllo delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Se desideri approfondire la sanatoria, ti consiglio di leggere il seguente contributo: “sanatoria errori formali 2023: come funziona“.

Consultazioni dati delle Lipe inviate

Vediamo adesso dove poter consultare i dati delle Lipe inviati. Potrai trovare la comunicazione Lipe con la relativa ricevuta all’interno della sezione “Consultazione” del portale Fatture e Corrispettivi del Sito dell’Agenzia delle Entrate. Per accedere alla tua area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate dovrai autenticarti con le credenziali Entratel, Fisconline, CNS, SPID.

FAQ – Risposte a quesiti

Qui di seguito le risposte ad alcuni casistiche particolari:

  1. Nel rigo VP8 deve essere indicato l’intero credito risultante dal periodo precedente o solo la quota utilizzata in detrazione? Nel rigo VP8 deve essere indicato l’intero importo del credito relativo al periodo precedente (al netto dell’eventuale quota chiesta a rimborso).
  2. Il contribuente è obbligato a riportare nel rigo VP9 del modulo relativo al mese di gennaio del credito iva relativo all’anno precedente? Il contribuente non è tenuto ad indicare nel rigo VP9 del mese di gennaio l’intero ammontare del credito IVA dell’anno precedente se non intende utilizzarlo nella relativa liquidazione periodica. Detto credito potrà, eventualmente, essere indicato, in tutto o in parte, nel rigo VP9 dei mesi successivi, quando il contribuente deciderà di utilizzare tale credito.               
  3. Se il contribuente chiude la liquidazione periodica a debito e decida di non versare, regolarizzando il tutto con il ravvedimento operoso, come si compila la Comunicazione? Nel quadro VP non vanno indicati i versamenti, neppure quelli tardivi effettuati avvalendosi del ravvedimento operoso.
  4. Nel caso in cui non sia stata registrata alcuna operazione rilevante ai fini IVA in un trimestre, vi è l’obbligo di presentare la Comunicazione?    L’obbligo di invio della Comunicazione non ricorre in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP (ad esempio, contribuenti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva). L’obbligo, invece, sussiste nell’ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente.                 
  5.  Come ci si deve comportare nel caso di rettifica di una Comunicazione già trasmessa in via telematica e per la quale è già scaduto il termine di presentazione?
    Il sistema telematico accoglie eventuali Comunicazioni inviate successivamente alla prima, per correggere errori od omissioni, anche oltre il termine di scadenza ordinario. Ovviamente, la Comunicazione successiva sostituisce quelle precedentemente trasmesse.

6 commenti su “Ravvedimento Lipe: sanzioni e come regolarizzare”

  1. Buongiorno,
    nella sezione Ravvedimento Lipe – Esempio pratico, alla lettera b) si legge: “si ravvede entro il 31 luglio….”
    FATE ATTENZIONE: la data corretta è 29 luglio! Infatti l’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.Lgs. n. 472 del 1997 che permette di ridurre la sanzione base di Euro 500 ad 1/9 si applica “se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni…” NON ENTRO 3 MESI! Scad. 30 aprile + 90 gg. = 29 luglio.
    Era doveroso segnalarvelo.
    Distinti saluti

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  2. Buongiorno.
    Nel caso di correzione di una LIPE direttamente in dichiarazione IVA è necessario prima presentare la dichiarazione IVA e poi pagare la sanzione, quindi successivamente al 30/04? Oppure è possibile pagare la sanzione prima del 30/04 ed effettuare la correzione in dichiarazione? La differenza è ovviamente nell’importo e non vorrei che il pagamento di una sanzione prima del 30/04 voglia significare che la correzione si effettui con l’invio di una nuova LIPE e non in dichiarazione. Grazie

    Rispondi

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