Ravvedimento operoso quadro RW

Il ravvedimento operoso è lo strumento per sanare le violazioni legate alla ritardata, irregolare od omessa presentazione del quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

La mancata compilazione del quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche comporta l’applicazione di una sanzione fissa di €. 258 se l’omissione viene sanata entro i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi. Successivamente si applicano le sanzioni percentuali dal 3% al 15% di quanto non dichiarato (raddoppiate se le attività sono in Paesi Black List).  

Tramite l’istituto del ravvedimento operoso è possibile sanare spontaneamente la violazione. Questo permette di ridurre sia le sanzioni che gli interessi.

In questo contributo voglio mostrarti quali sono le conseguenze legate al mancato inserimento in dichiarazione dei redditi delle attività patrimoniali e finanziarie estere.

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Compilazione quadro RW: soggetti obbligati

Il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale, dai soggetti residenti che detengono investimenti all’estero. Tale quadro deve essere obbligatoriamente compilato anche ai fini della determinazione dell’imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero (IVIE).

contribuenti residenti in Italia interessati alla normativa sul monitoraggio fiscale sono:

  • Le persone fisiche;
  • Le società semplici (e le associazioni equiparate);
  • Gli enti non commerciali.

Rientrano nell’ambito di applicazione della norma anche le operazioni poste in essere dagli interessati in qualità di esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria (attraverso il bilancio). Sono escluse le società di persone commerciali e gli altri soggetti equiparati esercenti attività commerciale. Soggetti che possono documentare allo stesso modo dei soggetti IRES le movimentazioni sulla base dei dati di bilancio d’esercizio. Sono, inoltre, soggetti alla dichiarazione i titolari di redditi da lavoro autonomo anche per le operazioni compiute in relazione all’attività professionale.

Mancata compilazione del quadro RW

Prendiamo il caso di un contribuente che entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (30 novembre di ogni anno) non presenti il quadro RW.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 38/E/2013 ha chiarito che le violazioni riguardanti il quadro RW hanno natura tributaria. Per questo motivo, è possibile regolarizzare la violazione tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

Tuttavia la mancata compilazione del quadro RW ha un duplice risvolto sanzionatorio, che possiamo così riassumere.

Ravvedimento operoso quadro RW: sanzioni legate al monitoraggio

La mancata compilazione del quadro RW nel caso in cui la presentazione dello stesso è richiesta ai fini del monitoraggio fiscale costituisce una violazione formale.

A tale omissione si ritiene applicabile il regime sanzionatorio previsto dall’articolo 5 del D.L. n. 167/90, modificato dalla Legge n. 97/2013 (“Legge Europea 2013”).

Regime che prevede le seguenti sanzioni per le omissioni legate al monitoraggio fiscale:

  • €. 258 in caso di presentazione del quadro RW tardivo, entro 90 giorni dal termine ordinario;
  • Dal 3% al 15% di quanto non dichiarato è detenuto in Paesi non Black List;
  • Dal 6% al 30% di quanto non dichiarato è detenuto in Paesi Black List.

Ravvedimento operoso mancato versamento Ivie e Ivafe

La mancata compilazione del quadro RW nel caso in cui sia dovuto il pagamento di IVIE e IVAFE comporta l’applicazione del regime sanzionatorio delle imposte sui redditi. Pertanto si deve provvedere al versamento delle stesse con sanzioni da omesso versamento,  sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato (Art. 13 del Decreto legislativo del 18/12/1997 n. 471).

L’art. 15 del decreto legislativo n. 158/2015 ha modificato l’Art. 13 del Decreto legislativo del 18/12/1997 n. 471 sulle sanzioni per ritardati od omessi versamenti, prevedendo la riduzione alla metà della sanzione ordinaria per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30% al 15%.

Con il “ravvedimento” (art. 13 del Dlgs n. 472 del 1997 ) è possibile regolarizzare omessi o insufficienti versamenti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti. Per poter applicare tale istituto è necessario che:

  • la violazione non fosse già stata constatata e notificata a chi l’avesse commessa
  • non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche
  • non fossero iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente comunicate all’autore.

Ai sensi del comma 2 dell’art. 13 del Dlgs n. 472 del 1997 gli errori, le omissioni e i versamenti carenti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento:

  • dell’imposta dovuta;
  • degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • della sanzione in misura ridotta.

Ravvedimento operoso mancato versamento imposte

L’importo della sanzione varia in funzione dei termini in cui viene effettuato il pagamento. Qui di seguito un dettaglio di quanto è ridotta la sanzione ordinaria del 30% in funzione dei tempi di pagamento (ai sensi del comma 1 dell’art. 13 del Dlgs n. 472 del 1997). La sanzione ridotta è pari:

  • 1/10 di quella ordinaria nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data di scadenza;
  • 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione. Oppure quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;
  • a 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione. Oppure quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore.
  • 1/7 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione. Oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore
  • a 1/6 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione. Oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore
  • 1/5 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione (ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4). Salvo nei casi di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto o di omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale).

Ravvedimento operoso quadro RW: le casistiche

Vediamo, di seguito tutte le casistiche di ravvedimento operoso quadro RW.

Si tratta di situazioni per le quali, attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa è possibile intervenire.

Naturalmente, le sanzioni applicabili, variano ed aumentano, con l’aumentare del tempo intercorso dal momento di origine della violazione.

Di seguito le varie casistiche possibili con le relative sanzioni applicabili.

Dichiarazione tardiva o integrativa entro 90 giorni

Si tratta della fattispecie in cui una dichiarazione sia presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario (31 ottobre).

Rientrano in questa ipotesi sia il caso di una dichiarazione non presentata nel termine (omessa), sia il caso in cui si integri una dichiarazione regolarmente presentata. In questo caso le sanzioni applicabili, a seguito della mancata compilazione del quadro RW, saranno alternativamente:

  • Sanzione per dichiarazione tardiva (nel caso in cui non si sia presentato nei termini il modello Redditi Persone Fisiche):
    • Se non sono dovute imposte – Sanzione di €. 25,00 ( 1/10 di €. 250 con ravvedimento operoso, applicando il troncamento);
    • Se sono dovute imposte – Sanzione del 3,33% (sanzione del 30% ridotto ad 1/9 con ravvedimento operoso) della maggiore imposta dovuta oltre a imposta e agli interessi di mora;
  • Sanzione per omessa compilazione quadro RW e modello Redditi presentato: Sanzione di  €. 25,00 (1/10 di €. 250 con ravvedimento operoso).

Dichiarazione  integrativa entro l’anno successivo

Si tratta della fattispecie in cui venga presentata una nuova dichiarazione dei redditi.

Nell’ipotesi specifica in cui la presentazione avvenga nel termine nel termine successivo ai 90 giorni dalla scadenza ordinaria, ma entro la data di presentazione della dichiarazione per l’anno successivo.

Di seguito vediamo quali sono le sanzioni previste:

  • Sanzione per dichiarazione integrativa:
    • Se non sono dovute imposte –  Sanzione di €. 31,25 ( 1/8 di €. 250 con ravvedimento operoso);
    • Se sono dovute imposte da redditi non Black List – Sanzione del 15% (sanzione base del 90% dell’imposta dovuta aumentata di 1/3 in quanto redditi prodotti all’estero (comma 8, articolo 1, D.Lgs. n. 471/97) ridotta a 1/8) dell’imposta dovuta oltre al pagamento dell’imposta e interessi;
    • Se sono dovute imposte da redditi in Paesi Black List – Sanzione del 32,50% (sanzione base del 180% (sanzione raddoppiata rispetto alla precedente, articolo 12 D.L. n. 78/2009 in quanto reddito derivante da Paese Black List) dell’imposta dovuta, aumentata di 1/3 in quanto redditi prodotti all’estero, ridotta a 1/8 con ravvedimento) se i redditi esteri sono prodotti in un paese Black List oltre al pagamento dell’imposta dovuta e interessi di mora.
  • Sanzione per omessa presentazione del quadro RW. Sanzione dello 0,375% o 0,75% (3 o 6 per cento degli importi non indicati nel quadro RW ridotti a 1/8 a seconda che le attività siano situate in paesi non black list o in paesi black list). La sanzione si applica sul valore dell’attività patrimoniale o finanziaria non dichiarata.

Dichiarazione integrativa entro i due anni successivi

Ipotesi in cui venga presentata una nuova dichiarazione dei redditi integrativa rispetto a quella precedentemente già presentata. La tempistica di questa nuova dichiarazione è entro la data di presentazione della dichiarazione del secondo anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione.

In questo caso le sanzioni saranno le seguenti:

  • Sanzione per la dichiarazione integrativa:
    • Se non sono dovute imposte – Sanzione di €. 35,71 (1/7 di €. 250 con ravvedimento operoso);
    • Se sono dovute imposte da redditi non Black List – Sanzione del 17,14% (sanzione base del 90% dell’imposta dovuta aumentata di 1/3 in quanto redditi prodotti all’estero (comma 8, articolo 1, D.Lgs. n. 471/97) ridotta a 1/7) dell’imposta dovuta oltre al pagamento dell’imposta e interessi;
    • Se sono dovute imposte da redditi in Paesi Black List – Sanzione del 34,29% (sanzione base del 180% (sanzione raddoppiata rispetto alla precedente, articolo 12 D.L. n. 78/2009 in quanto reddito derivante da Paese Black List) dell’imposta dovuta, aumentata di 1/3 in quanto redditi prodotti all’estero, ridotta a 1/7 con ravvedimento) se i redditi esteri sono prodotti in un paese Black List oltre al pagamento dell’imposta dovuta e interessi di mora.
  • Sanzione per omessa presentazione del quadro RW. Sanzione dello 0,43% o 0,86% (3 o 6 per cento degli importi non indicati nel quadro RW sezione II ridotti a 1/7 a seconda che le attività siano situate in paesi non black list o in paesi black list). La sanzione si applica sul valore dell’attività patrimoniale o finanziaria non dichiarata.

Dichiarazione omessa e ravvedimento operoso

La situazione peggiore in cui potresti venire a trovarti è la fattispecie in cui la dichiarazione dei redditi in Italia non sia stata presentata.

Se siamo nell’ipotesi in cui la dichiarazione dei redditi sia stata omessa, non è possibile beneficiare del ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso quadro RW: consulenza

Se hai letto questo articolo molto probabilmente è perché ti trovi in una situazione in cui non hai correttamente dichiarato le tue attività estere. Tieni conto che l’Agenzia delle Entrate ogni anno invia lettere di compliance sulle attività estere non dichiarate dai contribuenti.

Se ti trovi in questa situazione, il consiglio che mi sento di darti è quello di parlare con un Dottore Commercialista esperto in questo ambito.

Utilizzare il ravvedimento operoso, ove possibile, permette di ridurre notevolmente sanzioni ed interessi. Per questo può essere conveniente sfruttarlo, ma occorre farlo in modo corretto.

Se hai bisogno di un consulente in grado di analizzare la tua situazione ed aiutarti concretamente contattami, attraverso il servizio di consulenza.

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