Ravvedimento speciale 2023: come funziona

Con la legge di Bilancio 2023 è possibile usufruire di una serie di agevolazioni se hai commesso delle violazioni fiscali. Tra queste vi è la sanatoria errori formali ed il c.d. ravvedimento speciale, ossia una misura diversa rispetto al ravvedimento ordinario, più conveniente sotto diversi aspetti che approfondiremo in seguito.

Il decreto Bollette introduce un’interpretazione autentica delle norme sulla regolarizzazione (ravvedimento speciale) delle dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e a quelli precedenti. Tale interpretazione è stata confermata dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2/E/2023.

Il decreto Milleproroghe 2024 ha incassato la fiducia della Camera, tra le novità più importanti, vi è l’estensione del ravvedimento speciale. In particolare, quest’ultimo si potrà applicare anche alle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2022.

In questa guida ti mostrerò nel dettaglio come funziona il ravvedimento speciale e per quali irregolarità fiscali è possibile applicarlo. Infine vedremo insieme i vantaggi che è possibile tramite un esempio pratico.

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Ravvedimento speciale: Legge di Bilancio 2023

La Legge n. 197/2022, nei commi dal 174 al 178, ha istituito il ravvedimento speciale, ossia la possibilità ottenere uno “sconto” sulla sanzione da pagare in caso di irregolarità tributarie.

Se hai commesso in passato delle violazioni tributarie, questo è il momento giusto per metterti in regola con il fisco.

L’agevolazione consiste nel pagamento delle sanzioni nella misura di 1/18 del minimo edittabile irrogabile.

In caso di rateazione delle somme, il mancato pagamento, anche parziale, di una rata entro il termine di scadenza della rata successiva comporta la perdita del beneficio della dilazione e le somme residue sono iscritte a ruolo con applicazione della sanzione ordinaria e degli interessi.

Quando si applica il ravvedimento speciale 2023?

Vediamo qui di seguito in quali caso è possibile utilizzare il ravvedimento speciale:

  • riguarda le dichiarazioni presentate sino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2021 e precedenti;
  • può riguardare solo le dichiarazioni validamente presentate, anche se tardivamente ma nei 90 giorni. “Dichiarazione tardiva: sanzioni e ravvedimento“;
  • consente di regolarizzare le violazioni sostanziali e quelle prodromiche (es. l’omessa fatturazione) non assorbite dalla regolarizzazione della dichiarazione, sempreché non siano già state contestate dall’Ufficio;
  • può riguardare irregolarità commesse nel 770.

Ravvedimento speciale: esclusioni

Vediamo qui di seguito quali sono le violazioni escluse dal ravvedimento speciale 2023:

  • le sanzioni relative alle violazioni di tipo formale o le comunicazioni di irregolarità da controllo automatizzato delle dichiarazioni fiscali o avvisi bonari.
  • i contribuenti che detengono attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.
  • sanzioni per dichiarazioni omesse;

Sono ravvedibili solo le violazioni non ancora contestate da parte dell’Agenzia delle entrate alla data del versamento. Per contestate si intende sia mediante avvisi bonari, di liquidazione, accertamenti fiscali o azioni di recupero o altri atti di contestazione. Sono ricompresi anche i controlli automatizzati ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973.

Ravvedimento attività detenute all’estero

L’art. 1, comma 176, della legge n. 197/2022, stabilisce che il ravvedimento speciale non può essere applicato:

“Dai contribuenti per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato.”

Il decreto Bollette, mediante una disposizione di interpretazione autentica, precisa che sono escluse dalla regolarizzazione le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale, vale a dire l’omessa compilazione del quadro RW del modello redditi.

La norma di interpretazione autentica, chiarisce che, sono ricomprese nella regolarizzazione le violazioni relative ai redditi di fonte estera, all’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (IVAFE) e all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE), nonostante la violazione degli obblighi legati al monitoraggio fiscale.

Se desideri approfondire questo aspetto, ti consiglio di leggere il seguente contributo: “Ravvedimento speciale IVIE e IVAFE“.

Pertanto, può essere regolarizzata mediante ravvedimento speciale, la dichiarazione infedele ai fini IVAFE o IVIE, a prescindere dal fatto che il contribuente abbia compilato o meno il quadro RW.

In quest’ultimo caso, il contribuente non potrà beneficiare del ravvedimento speciale per sanare la violazione di mancata compilazione del quadro RW.

Quando versare il ravvedimento speciale o ridotto?

Il ravvedimento speciale si perfeziona rimuovendo le irregolarità od omissioni e versando gli importi dovuti entro il 30 settembre 2023, in un’unica soluzione o della prima rata se si opta per il versamento in 8 rate di pari importo.

Vediamo qui di seguito la scadenza delle rate successive alla prima del ravvedimento speciale o ridotto:

  • 31 ottobre 2023;
  • 30 novembre 2023;
  • 20 dicembre 2023;
  • 31 marzo 2024;
  • 30 giugno 2024;
  • 30 settembre 2024;
  • 20 dicembre 2024

Sono dovuti gli interessi nella misura del 2% annuo.

Il mancato pagamento, in tutto o in parte, di una delle rate successive alla prima entro il termine di pagamento della rata successiva comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e l’iscrizione a ruolo:

  • degli importi ancora dovuti;
  • nonché della sanzione piena prevista (ex art. 13, D.Lgs n. 471/1997) applicata sul residuo dovuto a titolo d’imposta;
  • degli interessi pari al 5%, con decorrenza dal 31 marzo 2023.

In tale ipotesi, la cartella di pagamento deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di decadenza della rateazione.

La proroga al 20 dicembre 2023

A seguito della conversione del decreto Proroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 novembre 2023, ai contribuenti è stato concesso tempo fino al 20 dicembre 2023 per aderire al ravvedimento speciale, tramite versamento in un’unica soluzione di quanto dovuto e la regolarizzazione di eventuali omissioni.

Pertanto entro il 20 dicembre 2023, era possibile presentare la dichiarazione dei redditi integrativa e:

  • versare tutto l’importo dovuto in un’unica soluzione;
  • oppure effettuare il pagamento in un’unica soluzione delle prime 4 rate.

nel secondo dei due casi, il piano di rateizzo continua secondo il calendario ordinario, ovvero:

  • 31 marzo 2024 per la quina rata;
  • 30 giugno 2024 per la sesta;
  • 30 settembre 2024 per la settima;
  • 20 dicembre 2024 per l’ottava.

Ravvedimento speciale: come cambia con il Milleproroghe 2024?

Il decreto Milleproroghe ha esteso il ravvedimento speciale anche alle dichiarazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2022. In questo caso, il contribuente deve entro il 31 marzo 2024:

  • effettuare il versamento di quanto dovuto (imposta, interessi e sanzioni ridotte) in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2024, ovvero i quattro rate di pari importo, con scadenza della prima rata fissata al 31 marzo 2024;
  • regolarizzare entro il 31 marzo l’irregolarità commessa.

Sulle rate successive alla prima, da versare, rispettivamente, entro il 30 giugno 2024, il 30 settembre 2024 e il 20 dicembre 2024, sono dovuti gli interessi nella misura del due per cento annuo. Mentre per le rate successive, la decadenza si verifica se non si versa entro la scadenza della rata successiva.

Non cambiano le scadenza del ravvedimento speciale per le dichiarazioni fiscali riguardanti gli anni d’imposta 2021 e precedenti.

Vantaggi del ravvedimento speciale rispetto al ravvedimento ordinario

Rispetto al ravvedimento ordinario, il contribuente che ha optato per la rateazione degli importi dovuti in ravvedimento speciale, non è intaccato da un’eventuale e ipotetica notifica di uno degli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate. Al contrario, in caso di ravvedimento ordinario frazionato, il contribuente paga tutta l’imposta rinviando la sanzione oppure paga la sanzione rapportata alla singola parte dell’imposta frazionata.

Esempio di ravvedimento speciale

Vediamo qui di seguito un esempio di ravvedimento speciale.

Ipotizziamo il caso in cui un contribuente abbia presentato nei termini la dichiarazione dei redditi per l’anno 2019. Tuttavia a posteriori si sia accorto di aver omesso di indicare l’affitto di un immobile a cedolare secca di importo pari ad euro15.000, maggiore imposta 21% = 3.150 euro

Per regolarizzare la situazione il contribuente dovrà predisporre una dichiarazione integrativa contenente il maggior reddito di € 15.000, maggiore imposta 21% = € 3.150.

Per usufruire del ravvedimento speciale dovrà presentare l’integrativa entro il 31.03.2023. Inoltre entro tale termine dovrà versare il modello F24: oltre ai 3.150 euro, codice tributo 1842, dovrà versare sanzioni e interessi. La sanzione per la dichiarazione integrativa a sfavore normalmente è del 90%, ma in caso di cedolare secca è del doppio, il 180%, ridotta ad 1/18 diventa del 10%, cioè € 315,00, codice tributo TF49.

Come avviene il pagamento?

Il versamento delle sanzioni dovute per la regolarizzazione con ravvedimento speciale deve avvenire mediante modello F24. L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 6/E del 14 febbraio 2023 ha istituito i relativi codici tributo.

Faq Agenzia delle Entrate: Circolare n. 6 del 20 marzo 2023

Tra le domande poste all’Agenzia delle Entrate, vi è una, dove è stato chiesto se vi è la possibilità di usufruire del ravvedimento speciale nell’ambito del c.d. regime impatriati, in particolare ai fini dell’esercizio dell’opzione.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, come ricordato nella circolare n. 2/E del 2023, al ravvedimento speciale si applicano i medesimi chiarimenti già forniti con riguardo al ravvedimento ordinario, per quanto non derogato espressamente.

Pertanto, a parere dell’Agenzia, non rappresenta alcuna violazione “regolarizzabile” nella forma del ravvedimento speciale.

Un altra domanda posta all’Agenzia delle Entrate, riguarda un contribuente che, avendo presentato una dichiarazione integrativa a favore, intenda provvedere ad una rettifica a sfavore avvalendosi del ravvedimento, pertanto, avvalendosi del ravvedimento speciale, deve tener conto delle risultanze della dichiarazione integrativa a favore originariamente presentata o di quella originaria?

A parere dell’Agenzia, nell’ipotesi di ripetute integrazioni dichiarative, successive alla dichiarazione originaria validamente presentata, che rappresenta il dies a quo per la verifica del rispetto dei termini, si dovrà integrare la dichiarazione originaria, tenendo conto delle modifiche/integrazioni.

Ravvedimento speciale: Conclusioni e consulenza

Come avrai visto leggendo il presente contributo, tramite il ravvedimento speciale potrai regolarizzare la tua posizione beneficiando di sanzioni ridotte.

Per qualsiasi dubbio o se desideri ricevere assistenza fiscale, ti invito a contattarmi al link che troverai qui di seguito.

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