Rinuncia all’eredità: come funziona?

Ipotizziamo il caso il un soggetto, che in qualità di erede si trova di fronte alla possibilità di ricevere un patrimonio in eredità da parte del de cuius, nel caso un familiare (es. genitore).

Sovente, può capitare che questa eredità sia composta da attività, quindi beni, ma anche passività, quindi debiti del de cuius che si trasmetteranno all’erede al momento dell’accettazione dell’eredità.

Quando la situazione è particolarmente delicata, ovvero siamo di fronte ad una situazione debitoria che è importante e supera l’attivo ereditario, l’erede, al fine di tutelarsi può arrivare alla decisione di rinunciare all’eredità. Tuttavia, come vedremo, la rinuncia all’eredità può essere effettuata anche quando non si vuole che l’attivo ereditario possa essere intaccato dal creditore particolare dell’erede.

Vediamo, in questo articolo, gli effetti legati alla rinuncia all’eredità.

Quando e perché si effettua la rinuncia all’eredità?

In buona sostanza nella pratica si assiste ad ipotesi di rinuncia all’eredità quando si teme concretamente che con l’accettazione della stessa si possa mettere a rischio il proprio patrimonio.

Il rischio è sovente legato a possibili azioni da parte di creditori del de cuius, che possono rivalersi sul patrimonio dell’erede, una volta accettata l’eredità. L’obiettivo è quello di rivalersi del proprio credito al fine di ottenerne il soddisfacimento. Come anticipato, quindi, quando la quota di passivo ereditario è superiore all’attività è praticabile l’opzione di rinuncia di eredita. Questa procedura è disciplinata dall’art. 480 del Codice Civile.

Non preoccuparti, non devi prendere questa decisione da solo, tieni presente che in questi casi devi sempre rivolgerti ad un legale, e per valutare l’entità di attivo e passivo può esserti utile anche l’ausilio di un dottore Commercialista. Devi sapere, comunque, che la rinuncia all’eredità rimane una procedura alternativa, rispetto all’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario.

Tuttavia, allo stesso modo è possibile trovarsi nella situazione opposta rispetto a quella prospettata. E’ possibile arrivare a rinunciare all’eredità anche per evitare che i propri creditori personali possano rivalersi sui beni ereditati per soddisfare i loro crediti. E’ il caso, ad esempio, del padre che riceve un’eredità e che rinuncia per far passare direttamente l’eredità a favore del figlio.

Quale procedura per attuare la rinuncia all’eredità?

La procedura per effettuare la rinuncia all’eredità passa attraverso dei passaggi formali. Infatti, è necessario redigere una dichiarazione formale di rinuncia da consegnare ad un notaio, oppure al cancelliere dell’Ufficio successioni del Tribunale (territorialmente competente rispetto al luogo di decesso del de cuius).

La dichiarazione di rinuncia all’eredità, per poter essere valida, deve avere alcuni requisiti formali:

  • Non devono esserci condizioni alla rinuncia di eredità;
  • Non devono essere indicate limitazioni temporali alla rinuncia;
  • E’ necessario obbligatoriamente rinunciare a tutta l’eredità spettante. Non sono possibili solo rinunce parziali.

Se rinuncio all’eredità chi la prende al mio posto?

Nel caso in cui venga esercitata la possibilità di rinunciare all’eredità la stessa viene poi ad essere a disposizione dei propri eredi, con modalità diverse a seconda che si tratti di:

  • Successioni legittime;
  • Successioni testamentarie.

Rinuncia all’eredità nelle successioni legittime

Nelle successioni legittime, ovvero quelle senza testamento, in caso di rinuncia all’eredità:

  • Se il rinunciante ha dei discendenti, i discendenti potranno accettare la quota rinunciata dal proprio ascendente;
  • Quando il rinunciante non ha discendenti (o i discendenti non voglio accettare l’eredità), la quota rinunciata è offerta agli ascendenti;
  • Se il rinunciante non ha né discendenti, né ascendenti (o se questi non vogliono accettare), la quota accresce la quota degli altri coeredi;
  • Quando il rinunciante non ha parenti in linea retta, né coeredi, l’eredità è offerta a coloro ai quali spetterebbe nel caso egli mancasse.

Rinuncia all’eredità nelle successioni testamentarie

Nelle successioni testamentarie, ovvero quelle in presenza di testamento, in caso di rinuncia all’eredità:

  • Il testatore può aver stabilito il caso in cui l’erede rinunzi, prevedendo una sua sostituzione, altrimenti, subentrano i discendenti per rappresentazione;
  • Può anche operare l’accrescimento tra coeredi, nel caso dell’art. 674 c.c.;
  • Può operare la devoluzione agli eredi legittimi.

E’ sempre possibile rinunciare all’eredità?

Devi sapere che puoi sempre esercitare il tuo diritto legato alla rinuncia all’eredità. Tuttavia, puoi farlo solo se, nel frattempo non hai ancora accettato. Ricorda che l’accettazione dell’eredità può essere espressa, oppure anche tacita. Infatti, potresti trovarti nella situazione di aver accettato l’eredità anche involontariamente.

Ad esempio, se ti dichiara alla banca o all’assicurazione come erede del defunto a quel punto stai accettando l’eredità. Oppure ancora, se vivi nella casa ereditata per dei mesi, stai accettando l’eredità.

Si può rinunciare all’eredità entro dieci anni dal giorno della morte del soggetto, sempre che non si sia stati in possesso dei beni. 

Un tuo creditore o un altro erede possono però intimarti, tramite il tribunale, di accettare o rifiutare l’eredità in un tempo più ristretto.

Inoltre, tieni presente che il termine entro cui il creditore interessato deve agire è di 5 anni dal giorni della rinuncia.

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